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Un gene fetale contribuisce al rischio di diabete 2 PDF Stampa E-mail
Mercoledì 28 Maggio 2008 16:44

L’attività ridotta di un importante gene durante lo sviluppo fetale sembra essere in grado di aumentare la vulnerabilità al diabete di tipo 2 nelle fasi successive della vita. È quanto emerge da uno studio condotto alla University of Pennsylvania School of Medicine e pubblicato sull’ultimo numero del Journal of Clinical Investigation.

Il ritardo della crescita intrauterina, che causa basso peso alla nascita nei neonati, è stato associato allo sviluppo del diabete di tipo 2 e ad altre patologie nella crescita del bambino. Una attività ridotta del gene Pdx1 nel corso dello sviluppo fetale è stata invece associata alla suscettibilità per il diabete di tipo 2 più avanti nella vita. Il gene gioca un ruolo importante nello sviluppo e nella funzionalità delle cellule beta pancreatiche, che producono l’ormone dell’insulina.

Utilizzando un modello relativo ai roditori di ritardo della crescita intrauterina, i ricercatori americani hanno trovato che cambiamenti epigenetici erano responsabili del rallentamento dell’attività di Pdx1. Il gene non era totalmente silenziato ma marcatamente ridotto.
I cambiamenti epigenetici sono cambiamenti basici nella struttura del Dna che si verificano quando la cellula si divide e il Dna viene replicato

 

da Salute Europa

28 maggio 2008