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Il diabete colpisce 4 milioni di italiani PDF Stampa E-mail
Martedì 18 Settembre 2007 16:37

 

Una pandemia, anzi, "una vera epidemia" in continuo aumento, con 246 milioni di malati nel mondo e quattro milioni in Italia.

Sono le cifre allarmanti che fotografano la diffusione crescente del diabete, rese note nel corso del 43mo Congresso dell'Associazione Europea per lo studio del Diabete (Easd) ad Amsterdam.

"Capita spesso - spiega Emanuele Bosi, direttore della U.O. di Medicina e Diabetologia dell'Universita' Vita-Salute Ospedale San Raffaele di Milano - che i sintomi siano cosi' lievi da non accorgersi di essere malati: almeno un milione di italiani hanno il diabete senza saperlo, il che e' grave perche' questa e' una malattia che va curata da subito".
E se il diabetico "tipico" in Italia e' maschio (il 53,7 per cento) e over65 (il 59), spicca l'aumento dell'incidenza tra i piu' giovani: oltre il 7% dei malati ha ormai meno di 35 anni, con una crescita del 3% annuo per i bambini. Un dato cui contribuiscono le cattive abitudini alimentari e la sedentarieta'. Oltre un terzo dei soggetti con diabete di tipo 2 (quello piu' diffuso) e' obeso, e solo un 20% scarso risulta normopeso.

Un dato che gli esperti giudicano allarmante e' il numero di fumatori: lo sono oltre un quarto dei malati di diabete di tipo 1, e il 17,5 per cento di quelli con il tipo 2. Il che certo non giova ai rischi di complicanze cardiovascolari.

E se in Italia le cifre sono significative, in chiave globale assumono i contorni di una epidemia in continua crescita, soprattutto nei paesi in via di sviluppo: nel 2000 i diabetici nel mondo erano 150 milioni, oggi sono 246 milioni, e le proiezioni parlano di qualcosa come 380 milioni entro 20 anni. Attualmente, il diabete colpisce il 5,9 per cento della popolazione, e causa 3,8 milioni di morti l'anno (uno ogni dieci secondi).
L'80 per cento dei quali originario di paesi in via di sviluppo. "E' il fenomeno di occidentalizzazione delle alimentazioni di quasi tutto il mondo - spiega Bosi - a incrementare i casi di diabete in paesi non abituati a questo regime alimentare. In Kuwait, dove fino a 30 anni fa vivevano in tende nel deserto, hanno in percentuale lo stesso numero di diabetici degli Stati Uniti".

Basta scorgere le proiezioni future per capire come l'esportazione forzata dell'alimentazione occidentale, con i suoi eccessi, rischi di rendere il diabete una vera emergenza negli altri continenti. Se e' prevista una crescita del 20 per cento di casi in Europa entro il 2025, in Nord America si arriva infatti al 40 per cento, al 50 nel Pacifico Occidentale e all'80 per cento in Africa e nel Sud Est Asiatico.
Mentre il Sud e Centro America vedranno addirittura piu' che raddoppiati i malati, con una crescita del 102 per cento.

Per la sensibilizzazione verso una malattia tristemente nota anche e soprattutto per i suoi effetti "collaterali" (disturbi cardiovascolari, retinopatie, neuropatie, depressioni, disfunzioni erettili, ecc.) il prossimo 14 novembre si terra' la prima giornata mondiale dell'Onu per il diabete: in Italia il 10 e l'11 novembre saranno allestiti in 300 piazze, con il coordinamento di Diabete italia, numerosi stand in cui sara' possibile eseguire l'esame della glicemia e saranno forniti ai cittadini materiale informativo e consigli da parte di medici e personale specializzato. Iniziative utili per la salute, ma anche per l'economia, se si pensa che ogni anno curare e prevenire il diabete costa nel mondo 232 miliardi di dollari.

 

AGI

18 settembre 2007