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Diabete di tipo 2: saltare la colazione fa aumentare la glicemia PDF Stampa E-mail
Mercoledì 29 Luglio 2015 05:37

Colazione sì, colazione no. Mentre alcune ricerche sostengono che il digiuno potrebbe avere effetti salutari, la maggioranza degli studi afferma invece che saltare il pasto più importante della giornata può avere gravi conseguenze: non solo porta all’obesità e a una maggiore insorgenza di problemi cardiovascolari, ma mette anche a repentaglio la salute dei diabetici.

Uno studio pubblicato sulla rivista Diabes Care e condotto al Wolfson Medical Center's Diabetes Unit dell’Università di Gerusalemme e alla Lund University in Svezia ha dimostrato che nei soggetti affetti da diabete alimentare (cioè di tipo 2, insulino-resistente) non fare colazione e rimanere a stomaco vuoto fino all’ora di pranzo fa impennare la glicemia dopo i pasti e diminuisce la risposta insulinica per tutto il resto della giornata.

“Oltre a un significativo aumento della glicemia post prandiale, abbiamo rilevato anche un incremento della proteina HbA1C, cioè l’emoglobina glicata, che indica il livello di glucosio nel sangue sul lungo periodo” dicono i ricercatori. Precedenti studi avevano già evidenziato i benefici di una ricca colazione in termini di regolazione del metabolismo e di aiuto nel perdere peso nell’ambito di una dieta bilanciata, ma finora poco o nulla si sapeva sugli effetti nei picchi di glicemia.

Lo studio clinico ha arruolato ventidue individui, con età media di 57 anni, affetti da diabete di tipo 2 e con un indice di massa corporea di 28,2 (quindi abbastanza in sovrappeso). Per due giorni i partecipanti hanno consumato lo stesso pasto a pranzo e a cena (tonno, pane, latte e una barretta di cioccolato) ma saltando la colazione la prima giornata. I risultati hanno sorpreso gli stessi esperti: la glicemia è infatti schizzata a valori altissimi; precisamente sono stati misurati dopo pranzo picchi pari a 268 mg/dl (per i non diabetici il valore è attorno a 130) e di 298 mg/dl dopo cena. Mentre, nel secondo giorno, quando i soggetti avevano fatto colazione, i valori sono stati rispettivamente di 192 e 215. Alti, ma non alle stelle.

“Significa che diminuire la quantità di amidi e zuccheri nei pasti non ha alcun effetto nell’abbassare il livelli di glucosio nel sangue nei diabetici se questi non hanno consumato la colazione” rimarcano gli studiosi.

I ricercatori riconducono questo effetto a una sorta di “perdita di memoria” delle cellule beta del pancreas, quelle che producono l’insulina: durante il periodo di tempo che intercorre tra l’ultimo spuntino serale e il pranzo del giorno dopo, “dimenticano” di funzionare se non sono stimolate dalla colazione. E dopo pranzo ci mettono quindi più tempo a riattivarsi, con conseguente ritardo e diminuzione nella risposta insulinica all’ingestione di zuccheri.

Inoltre il digiuno mattutino induce un aumento degli acidi grassi nel sangue che a loro volta rendono meno efficace l’insulina stessa nel ridurre i livelli di glucosio. “Alla luce dei risultati del nostro studio raccomandiamo a chi soffre di diabete di tipo 2 di non saltare la colazione perché ciò produce un danno nel funzionamento delle cellule pancreatiche e conduce a un aumento del glucosio, anche se non si fanno pasti abbondanti o abbuffate” avvisano i ricercatori. Che prevedono di effettuare uno studio simile anche sui malati di diabete di tipo 1, quello legato al deficit di insulina.

 

da Panorama.it