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Il fruttosio, usato come sostituto di altri zuccheri, non attiva le aree cerebrali coinvolte nel meccanismo della sazieta' PDF Stampa E-mail
Mercoledì 16 Gennaio 2013 08:36

E’ già stato dimostrato che l’assunzione di fruttosio si associa ad un aumento dell’obesità e di ridotta azione dell’insulina ma come questo avvenga è poco chiaro. Un gruppo di ricercatori americani ha effettuato la risonanza magnetica cerebrale in un gruppo di volontari sani dimostrando che l’assunzione di glucosio si associava con delle modifiche della vascolarizzazione nelle aree cerebrali deputate al controllo dell’appetito. Inoltre l’assunzione di fruttosio dava origine ad un aumento ridotto, rispetto al glucosio, di ormoni che vengono secreti in risposta all’assunzione di cibo come l’insulina e il GLP-1.
E’ probabile che queste diverse attivazioni, cerebrali ed ormonali, facciano sì che il fruttosio non riduca il senso di fame, provocando maggiore assunzione di cibo e peggiorando l’obesità.

 

da DiabeteRicerca