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Fruttosio e i livelli di acido urico riducono le riserve di energia del fegato PDF Stampa E-mail
Mercoledì 05 Dicembre 2012 08:08

Secondo un recente studio, i pazienti obesi con diabete di tipo 2 che consumano una maggiore quantità di fruttosio presentano ridotti livelli di adenosina trifosfato (ATP) nel fegato, un composto coinvolto nel trasferimento di energia tra le cellule. Elevati livelli di acido urico (iperuricemia) sono associati ad una grave deplezione di ATP epatico. Questo studio suggerisce anche che i livelli di acido urico possono servire come marker del maggiore consumo di fruttosio e della deplezione di ATP epatico. L’acido urico è prodotto dalla rottura di purine, sostanze naturali che si trovano comunemente negli alimenti.

Secondo i ricercatori, un aumento di fruttosio nella dieta può alterare il metabolismo del corpo e l’equilibrio energetico. La deplezione di energia nel fegato può essere associata ad un danno epatico nei pazienti con malattia del fegato non legata all’abuso di alcol e in quelli a rischio di sviluppare questa condizione metabolica. Il fruttosio è uno zucchero semplice che alimenta il corpo e si trova nella frutta e nella verdura. Il fruttosio è anche utilizzato come dolcificante nei prodotti di consumo alimentare come pane, cereali e soda.

Purtroppo il consumo di fruttosio sta aumentando sensibilmente con il passare degli anni, come stanno anche aumentando i casi di obesità, diabete di tipo 2 e malattia del fegato. Uno studio è stato condotto su 244 persone adulte, obese e diabetiche. A 105 di loro sono stati misurati i livelli di ATP e di acido urico. I ricercatori hanno scoperto che coloro che presentavano alti livelli di fruttosio e di acido urico avevano livelli di ATP epatico più bassi. Ora verranno condotte ulteriori ricerche per comprendere meglio questo fenomeno. Nel frattempo, è importante iniziare a sensibilizzare la collettività e far comprendere i rischi connessi all’elevato consumo di fruttosio.

 

da Dieta in forma e benessere