| “A la recherche” del diabete mellito nei giovani |
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| Venerdì 11 Dicembre 2009 08:06 |
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Il diabete mellito nei giovani è spesso considerato sinonimo di diabete tipo 1, detto anche “insulino-dipendente”; ma c’è grande apprensione per l’aumentato riscontro, anche nelle età giovanili, di diabete tipo 2 (“non insulino-dipendente”, caratteristico della maturità e della senescenza). Le stime più aggiornate (1) riportano che nel 2001, negli Stati Uniti, 150.000 giovani avevano un diabete (tipo 1 o tipo 2) con una incidenza annua di 18.000 nuovi casi negli anni 2002-2003 (2). La prevalenza del tipo 1 cambia molto a secondo della nazione, variando da percentuali molto basse (0,1/100.000 in Cina e Venezuela) con punte elevate del 36/100.000 in Sardegna e Finlandia secondo lo studio DiaMond (3). Invece il diabete tipo 2 è più comune tra i giovani americani di origine ispanica, africana e indiana (4), ma mancavano studi su ampie fasce della popolazione sino a che i ricercatori dello studio SEARCH (SEARCH for Diabetes in Youth Study) hanno iniziato a pubblicare le loro osservazioni sulla prevalenza e incidenza del diabete tra i giovani americani (tra 0 e 19 anni), descrivendone anche le caratteristiche demografiche, comportamentali, cliniche e socioeconomiche (5). Per esempio, nella popolazione bianca non ispanica (6), esaminando l’incidenza di 4 anni (dal 2002 al 2005) e la prevalenza nel 2001, si ottengono i seguenti risultati: la prevalenza del diabete tipo 1 è del 2 per 1.000 (rispettivamente maschi 2,02 e femmine 1,97). L’incidenza del diabete tipo 1 risulta essere 23,6 per 100.000, leggermente maggiore per i maschi (24,5) rispetto alle femmine (22,7) (p=0.04), e comunque con tassi più alti in confronto a quanto riportato da numerosi precedenti studi sia negli USA, sia in Europa. Sono molto pochi i casi di diabete tipo 2 in bambini di meno di 10 anni, mentre la prevalenza del diabete tipo 2 tra ragazzi di 10-19 anni è risultata dello 0,18 per 1.000, più elevata nelle ragazze (0,22) rispetto ai ragazzi (0,15) (p=0.01). L’incidenza del diabete tipo 2 è risultata pari al 3,7 per 100.000, con tassi simili per maschi (3,9 per 1.000) e femmine (3,4 per 1.000) (p= n.s.). I soggetti diabetici (sia di tipo 1, sia di tipo 2) presentavano frequentemente fattori di rischio cardiometabolici e comportamentali quali, ad esempio, alti livelli di Colesterolo LDL, limitata adesione alle raccomandate assunzioni di grassi saturi, abitudine al fumo. La Figura 1 sintetizza i risultati ottenuti, permettendo di comprendere bene la distribuzione di prevalenza e incidenza in relazione all’età e al sesso. Fig. 1: Incidenza (A) e prevalenza di diabete tra giovani bianchi statunitensi non-ispanici in accordo all’età, sesso e tipo di diabete: ♦ maschi diabetici tipo 1; ■ femmine diabetiche tipo 1; ▲maschi diabetici tipo 2; x femmine diabetiche tipo 2 Nei bambini afro-americani tra 0 e 9 anni la prevalenza (per 1.000) del diabete tipo 1 è risultata 0,57; per i ragazzi tra 10 e 19 anni la è risultata invece 2,04 con una incidenza annuale (per 100.000) simile per le due fasce d’età: 15.7 (7). Purtroppo circa il 50% dei giovani diabetici tipo 1 di età ≥15 anni ha una HbA1c ≥9,5%; il 44,7% è sovrappeso o obeso. Per quanto riguarda il diabete tipo 2, gli afro-americani tra 10 e 19 anni presentano una prevalenza (per 1.000) di 1,06 con un’incidenza (per 100.000) di 19,0; circa il 60% hanno un reddito basso e, tra i maggiori di 15 anni, il 27,5% ha una HbA1c ≥9,5%; il 22,5% è iperteso e oltre il 90% risulta sovrappeso o obeso. Gli studiosi del gruppo SEARCH hanno anche preso in considerazione fattori metabolici che potessero differenziare i giovani diabetici rispetto ai coetanei non diabetici. Ad esempio, i livelli medi di Adiponectina (aggiustati per età, sesso e stadio di Tanner) (9) sono risultati più elevati nei diabetici tipo 1 rispetto ai controlli negli americani bianchi non-ispanici (17,6 vs 13,0 g/ml, p<0.001), negli ispanici (17,2 vs 13,0, p=0.01) e leggermente più alti (ma statisticamente non a livello significativo) negli afro-americani. E’ stata anche riscontrata una correlazione positiva tra Adiponectina e HbA1c nei diabetici tipo 1, anche dopo aggiustamento per età, sesso e razza/etnia, che merita ulteriori approfondimenti.
Fig. 2: relazione tra le concentrazione di ApoB e HbA1c nel diabete tipo 1 e tipo 2 Gli Autori concludono riconoscendo che nei giovani diabetici tipo 1 l’aumento di apoB e di LDL dense non risultavano particolarmente rilevanti, mentre le alterazioni delle lipoproteine erano significative nei giovani con diabete tipo2. Peraltro, la presenza di questi ulteriori fattori di rischio aumenta con il peggioramento del controllo glicemico in entrambi i tipi di diabete, sottolineando l’importanza di raggiungere e mantenere un ottimale controllo glicemico sin dalle giovani età.
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