| La qualità della vita è migliorata ma la discriminazione non è scomparsa |
|
|
|
| Martedì 08 Febbraio 2011 13:56 |
|
Com'è, oggi, la vita di un diabetico? Molto diversa rispetto a 20-30 anni fa, quando una diagnosi di diabete I poteva aprire scenari davvero poco piacevoli. Oggi non è più una malattia che in pochi anni può porta spesso a cecità o dialisi. Con le insuline ad azione lenta è diminuito il rischio di ipoglicemie, le penne per l'iniezione sono ben altro dalle siringhe in vetro da bollire, la glicemia si può misurare quanto e quando si vuole e non solo alla visita di controllo, i microinfusori sono sempre più piccoli e affidabili. Non a caso oggi l'aspettativa di vita di un diabetico è paragonabile a quella di una persona sana, un successo tangibile e reale per tutti i 300mila italiani che devono vedersela ogni giorno con glicemia e insulina. «Sono stati fatti tanti passi avanti e oggi si può convivere bene con la malattia - osserva Roberto Cocci, presidente di Diabete Forum -. Va anche detto, però, che molti diabetici continuano a illudersi che la cura risolutiva sia dietro l'angolo: purtroppo un caso al mondo risolto con un trapianto "speciale" non cambia la vita alla maggioranza di noi». DISCRIMINAZIONI - «Dire a un paziente che dal diabete si potrà presto guarire, come capita spesso e volentieri a ogni nuova "scoperta", è rischioso: c'è chi trascura le terapie convinto che a breve non ne avrà più bisogno», conferma Daniela D'Onofrio, responsabile di Portale Diabete, un sito indipendente che raccoglie informazioni per i malati. E i pazienti, stando ai loro racconti, più di tutto soffrono perché devono lottare ogni giorno contro difficoltà che non hanno nulla a che vedere con siringhe e dosaggi di insulina. Perché sulla carta nel nostro Paese scuole e posti di lavoro non discriminano i diabetici, gli esami per rinnovare la patente sono equi, tutti possono avere accesso alle strisce per la glicemia o ai microinfusori. Nei fatti, invece, è tutta un'altra storia. «Abbiamo leggi che "promettono" di tutelare i diabetici, ma nella realtà i diritti dei pazienti sono ben poco rispettati. E così molti sono terrorizzati dalla burocrazia», dice la D'Onofrio.
|


