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Dr Alberto M. Davalli

 

Quale diabete? Quale terapia?


D: Gent. Dott., sono G. L. di Napoli, faccio l'insegnante e ho 30 anni.
Le scrivo nella speranza che mi dia un consiglio per il mio problema di diabete.

Le espongo il caso: a luglio dello scorso anno in seguito ad una dieta un po' squilibrata (le premetto che sono alta 1.70 e peso 64 kg, anche se ho un passato da obesa: 95kg) e apparizione di strani sintomi, quali eccessivo dimagrimento, sudorazione, sete smisurata) con un prelievo ho scoperto di avere il diabete (glicemia a 388, colesterolo a 300 e trigliceridi a 600) ... lei può immaginare che shock nella mia vita fino ad allora tranquilla..mangiavo in maniera regolare, non fumavo, non bevevo e facevo molto moto perché sono sprovvista di auto)….

Da subito mi sono iscritta ad un centro diabetico della città in cui vivo e ho seguito per venti giorni circa una terapia insulinica ( Novolet al mattino e a mezzogiorno nella dose di 4 e 6 unità e Novorapid la sera nella dose di 10 unità).
Nel suddetto periodo la glicemia andava su e giù, ma la salute è peggiorata: la vista l'avevo quasi persa del tutto, sono ingrassata o meglio mi sono gonfiata di 15 kg, svenivo di continuo e le mie gambe e i miei piedi erano diventati come palloncini…dopo vari esami a cui mi sono sottoposta per sincerarmi di non avere altre patologie, come la tiroide etc..si è pensato ad una reazione allergica all'insulina, mi sono quindi rivolta ad un diabetologo privato, che mi ha gradualmente sostituito la terapia insulinica con una orale (metformina 850 prima dei pasti) e mi ha consigliato di seguire la dieta a zona (quella del Dott. Sears che prevede l'assunzione di 40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi ad ogni pasto per 5 pasti giornalieri)..ebbene la dieta ha dato i suoi risultati: mi sono sgonfiata e i valori sono scesi tra gli 80/105.


Da due mesi a questa parte, nonostante la dieta ferrea e l'ssunzione di eugoglon 5 e glucophage 100 prima dei pasti il valore della glicemia oscilla fra i 220/250 e non accenna a diminuire…premetto che in questo periodo sono molto stressata per motivi di lavoro e mi muovo pochissimo..ho provato, su consiglio del mio diabetologo a passare nuovamente all'insulina (6 unità prima dei pasti), ma prontamente gli effetti collaterali del farmaco si sono manifestati (gonfiore, mancanza di respiro ecc.).

Ora le chiedo: cosa posso fare per far scendere il valore senza stare male? La terapia che sto seguendo è giusta secondo lei? e quali sono le complicanze a cui vado incontro se la glicemia non scende con la sola terapia orale? Le aggiungo inoltre, a proposito di un si articolo in cui sosteneva che il diabete che colpisce i gemelli omozigoti e di tipo 2, ebbene io ho una gemella omozigote (identica a me in tutto e per tutto) i cui valori oscillano tra 68/80.

Le domando come mai? Ci sono problemi di diabete anche per il suo futuro? Ho letto inoltre della sperimentazione del vaccino Trial DIAPEP 277. Di cosa si tratta?
Mi consiglierebbe di farlo?.

Le chiedo scusa se sono stata prolissa e confido in una sua risposta. La ringrazio per l'attenzione. Distinti saluti.


R: Cara Signora, le informazioni che mi ha fornito non sono abbastanza perchè possa diagnosticare il tipo di diabete da cui è affetta. 

Dalla storia clinica dell'esordio parrebbe diabete di tipo 1, tuttavia per esserne ragionevolmente certi dovrebbe effettuare il dosaggio degli anticorpi anti isola pancreatica (ICA, anti-GAD ed anti-IA2- positivi solo nel tipo 1) e andare a vedere se nelle sue urine erano presenti corpi chetonici (positivi nel diabete di tipo 1 e negativi nel tipo 2).  Importante è inoltre sapere il valore del C-peptide nel sangue che nel diabete di tipo 2 è normale, mentre nel tipo 1 è basso. 

Effettuare la diagnosi corretta è fondamentale per impostare la terapia più adeguata.  Specialmente nel suo caso ove pare che l'insulina abbia un effetto edemigeno, descritto dalla letteratura, ma per la verità abbastanza raro. 
Se avesse veramente bisogno di insulina (questo è da vedere dopo la diagnosi precisa del tipo di diabete) bisognerà confrontare l'effetto di diversi tipi di insuline attualmente disponibili e scegliere quella  che le causa meno problemi, eventualmente associando una terapia diuretica.  In alcuni casi poi l'effetto edemigeno dell'insulina è transitorio. 

Il rischio che ha sua sorella gemella di ammalare di diabete non può essere precisato fino a quando non si sappia il tipo di diabete di cui lei stessa è affetta e alcune caratteristiche antropometriche di sua sorella (se è in sovrappeso, se è francamente obesa etc).

Comunque, sia per il diabete di tipo 1 che per quello di tipo 2 il fatto di avere una gemella omozigote diabetica non vuole dire che ci si debba ammalare di diabete per forza. 
Questo perchè entrambe le forme di diabete hanno una componente genetica ma anche una ambientale.  In alcuni casi però il rischio può essere molto elevato (fino al 50%).

Il Trial diapep 277 è uno studio clinico che prevede la somministrazione di un peptide (piccola proteina) che dovrebbe arrestare la progressione del diabete di tipo 1 rendendo l'organismo tollerante agli antigeni beta cellulari e pertando arrestare il processo autoimmune che, nel diabete di tipo 1, è responsabile della morte della beta cellula.  Qualora lei avesse  diabete di tipo 1 potrebbe partecipare allo studio ma non avrebbe senso se lei avesse il tipo 2.

Sia fiduciosa. Spero di essere stato di aiuto.
Cordiali Saluti

2 marzo 2006


Dr Alberto M. Davalli
Diabetologo - Endocrinologo
Istituto San Raffaele
Milano