80 anni fa, i soggetti che noi definiamo diabetici insulinodipendenti avevano un'aspettativa di vita di circa 2 anni. Naturalmente, quando tra i media e la comunità diabetica si sparse la notizia che un nuovo medicinale scoperto in Canada poteva far sopravvivere i diabetici, la gente impazzì per averne. E come chiunque avrebbe fatto in quella situazione, si cercò, si viaggiò, si pregò per avere un po' di quella rara e preziosa "insulina" Ma prima che l'insulina potesse essere somministrata ai diabetici, si dovette cercare un metodo per purificare ed ottenere una produzione di massa del nuovo medicinale.
La Prima Terapia Senza Insulina
Durante gli ultimi 20 anni, il trapianto di pancreas è stato relegato ai confini delle opzioni per curare il diabete. Nonostante attualmente si effettuino oltre 1500 trapianti l'anno (in USA n.d.r) con una percentuale di successo di oltre l'80%, la gente continua a considerarlo come una cura solo se "tutto il resto fallisce".
Dato che richiede un'operazione molto seria e una terapia immunosoppressiva che dura per tutta la vita, il trapianto di pancreas è raramente considerato una possibilità per i bambini. E tuttora, la maggior parte della popolazione diabetica non è a conoscenza di tale intervento, o se lo è, spesso crede che il rischio chirurgico e quello della terapia immunosoppressiva sia maggiore di quello collegato alle complicanze diabetiche. Forse per questi motivi, e per altri, ci sono sempre stati più organi disponibili che persone in attesa di trapianto. Persino oggi, per chi vuole " osare" ce ne sono a vagoni.
Arrivano le Isole
E' stato un sogno fin dai primi anni 60, che trapiantare solo le insule che producono insulina potesse sortire gli stessi risultati del trapianto dell'intero organo, virtualmente eliminando il rischio chirurgico. Se questo fosse possibile, e se il sistema immunitario potesse essere modificato in modo che gli immunosoppressori possano essere ad un certo punto interrotti o ridotti, molti più diabetici potrebbero trarne beneficio.
Ma se il rischio, o il rischio presunto, diminuisce, aumenta la domanda. Lo scorso luglio, l'annuncio del successo di una serie di trapianti di sole insule eseguiti dal Dr. Shapiro e dalla sua equipe dell'Università di Edmonton, nell'Alberta ha catturato l'attenzione dei media e si è sparso velocissimo tra i diabetici.Telefonate, emails si sono riversate all'Insulin-Free World Foundation, chiedendo notizie sulla "cura" che sarebbe stata scoperta in Canada. Ma il lavoro in Canada, non è una cura. Stabilisce una pietra miliare sulla via della "cura", ma anche se stiamo andando veloci, la strada davanti a noi è ancora lunga.
I primissimi stadi della sperimentazione stanno per cominciare, con lo scopo di verificare e migliorare il nuovo metodo di trapianto delle insule. Decine di migliaia di persone si sono offerte per essere tra quei pochi selezionati ad entrare a far parte di questa sperimentazione. Noi siamo ottimisti che la sicurezza e l'efficacia del trapianto di insule verrà provata in questa sperimentazione, ma ci preoccupa un fatto.
Diamo un'occhiata ai numeri
Da quello che dice l'UNOS (United Network of Organ Sharing), nel 1999 in America c'erano circa 5800 donatori cadaveri e circa un milione e mezzo di diabetici insulinodipendenti. Nel 1995, l'attesa media per ricevere un trapianto di rene-pancreas era di 9 mesi; oggi un candidato a trapianto di pancreas può aspettare da 18 mesi a 2 anni. Il tempo di attesa è raddoppiato.
La pubblicità dei media che ha circondato il risultato di Edmonton e il successivo annuncio della costituzione di centri di sperimentazione ha creato una domanda infinita di insule, che attualmente vengono ricavate solo da pancreas umani.
Quelli che si sono iscritti ai centri di sperimentazione, non sono inclusi nella lista l'attesa nazionale, ma quando il trapianto diventerà un tattamento di routine, la lista d'attesa per ottenere un pancreas da utilizzare per un trapianto di insule crescerà e così il tempo d'attesa.
Siamo alle porte di un'era che porterà alla cura del diabete ed è chiaro che abbiamo bisogno di una fonte inesauribile di cellule produttrici di insulina.
Una strategia essenziale
La soluzione al problema della scarsità delle insule sta proprio nel fatto che il trapianto di insule è una terapia basata sulle cellule e le cellule possono essere isolate, moltiplicate, prodotte, e manipulate.
Proprio come nel 1922 c'era stata una corsa alla produzione di massa dell'insulina, ora c'è la corsa a creare una fonte di cellule che producano insulina che non dipenda dagli organi umani donati. Ci sono 5 soluzioni potenziali allo studio:
- Cellule eterogenetiche- cellule da un'altra specie
- Cellule Beta umane fetali o adulte.
- Cellule che si autoriproducano geneticamente manipolate.
- Cellule che si riproducono naturalmente da tumori maligni
- Cellule staminali rigenerate.
Probabilmente l'aspetto più positivo del trapianto di insule, rispetto a quello di pancreas è che con l'avvento del trapianto di insule avremo la possibilità di superare la scarsità di donatori.
Le insule potranno essere prodotte per accontentare la richiesta di milioni di diabetici.
autunno 2000
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