| Lettura magistrale tenuta all'IsMeTT di Palermo, 20 dicembre 2007 |
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| Giovedì 20 Dicembre 2007 07:24 |
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Daniela D'Onofrio, responsabile di Portale Diabete, è stata invitata a tenere una lettura magistrale presso l'IsMeTT di Palermo il 20 dicembre 2007: ecco il testo della lettura. Per me è sempre emozionante parlare in pubblico: non sono abituata, normalmente “scrivo”. Quando il dr Verzaro mi ha invitato per parlare di “Volontariato nel trapianto” ho avuto un momento di esitazione: quando parlo di trapianti, mi commuovo sempre ... ho accettato, un pò da incosciente, ma soprattutto per l'amicizia che ci lega, un'amicizia iniziata “virtualmente”, via email, quando lui stava a Pittsburgh e continuata, altrettanto virtualmente ora che è a Palermo. Nonostante io sia una volontaria, nel senso più puro e profondo del termine, in quanto svolgo un'attività libera e gratuita per ragioni di solidarietà, come recita Wikipedia, ( ho deciso in seguito ad un'esperienza personale di occuparmi di diabete e di trapianti di pancreas, e non ricevo finanziamenti, nè aiuti economici per questo mio impegno), non essendo mai stata inquadrata nell'associazionismo “classico”, conosco più che altro la mia realtà, quella del web, nel cui ambito io opero. Come dicevo, io non sono abituata a parlare, comunico normalmente tramite computer, essendo la creatrice e responsabile di Portale Diabete, un sito web, ovviamente dedicato al diabete, dove larga parte dei contenuti riguarda le terapie d'avanguardia, la ricerca, ma anche i trapianti. Il sito ha una connotazione ben precisa all'interno del web italiano: ha una spiccata impronta pro-trapianto, mi verrebbe da dire, se non temessi di essere presuntuosa, che è il sito italiano dedicato al diabete dove si trova la maggior parte delle informazioni utili se ci si deve sottoporre a trapianto di pancreas, di rene-pancreas, di isole . Mi sento un pò intimorita, ed in imbarazzo stasera, perchè so di essere davanti a persone che rappresentano associazioni che fanno volontariato “vero, fattivo”, che agiscono sul territorio, davanti a pazienti e familiari di trapiantati, davanti a medici e paramedici, che interagiscono con loro attivamente e io devo parlare di una realtà variegata, che ripeto, non conosco a fondo, in quanto svolta con modalità ben diverse dalle mie, che opero solo nel virtuale. Prima di citare le varie associazioni di volontariato che operano sul territorio, localmente o anche in tutta Italia, mi sembra doveroso ricordare quella che mi piace definire “la madre di tutte le organizzazioni no profit di raccolta fondi utilizzati per finanziare ricerche sul diabete giovanile e sulle sue complicanze”: la JDRF ( Juvenile Diabetes Research Foundation), il piu' importante ente benifico al mondo, fondato trent'anni fa negli Stati Uniti dai genitori delle persone colpite dalla malattia. Sempre l'Associazione per donare la vita, di Pisa organizza una festa dei trapiantati all'interno della quale si svolgono tornei di atletica, arti marziali (judo, karate, lotta libera), basket, calcio, canottaggio, equitazione, pallavolo, scherma , una regata velica, una mezza maratona. Il Gruppo ANED SPORT riunisce i dializzati sportivi ed i trapiantati di organo e di midollo ed organizza i Giochi Nazionali, la Nazionale Italiana di Calcio Trapiantati e la Squadra Italiana che partecipa ai Giochi Mondiali. Ancora a Pisa, in sinergia con VITE ONLUS, Arpa organizza ogni anno la maratona dei trapiantati. ARPA ha come scopo quello di informare sui progressi della medicina e sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema e sull'importanza della solidarietà. Per questo motivo, appoggia e promuove periodicamente una serie di eventi culturali di risonanza internazionale al fine di creare una cultura della "donazione" e della "partecipazione". Testimonial e presidente onorario di Arpa è il maestro Andrea Bocelli. C'è poi un aspetto concreto, estremamente importante, che la portata di un evento straordinario, oserei dire “miracoloso”, come il trapianto non può far dimenticare. Immaginiamo allora un napoletano, un pugliese che debba recarsi a Pisa, a Milano, venire a Palermo (tra l'altro ormai il senso di marcia pare essersi invertito: so di un paziente di Milano che è stato trapiantato a Palermo!). Ma oltre all'aspetto psicologico, fondamentale (non mi stancherò mai di sottolinearlo!) c'è un altro aspetto che non si può dimenticare: chi viene da lontano si trova ad affrontare grosse spese, che spesso non è in grado di sostenere. Ecco allora qui a Palermo la Family House, che è “una casa lontano da casa”, che si propone di far sentire meno il disagio di chi già sta vivendo un'esperienza di dolore, di malattia: condividere con altri che magari hanno già vissuto la tua esperienza emozioni, paure, può aiutare a superale, ad affrontarle con più coraggio. In generale, trovare qualcuno che al ritorno dall'ospedale ti accoglie con un sorriso, ti chiede come va, ti incoraggia a sperare, a pregare, è fonte di consolazione. Ma anche non dover pensare a dove dormire, a come pagare l'alloggio, può essere, in un momento che è già pieno di preoccupazioni, un elemento che allenta la tensione. Un altro esempio simile è a Pisa la foresteria “Il Pellicano” gestita da Vite Onlus e che si trova proprio a fianco all'ospedale di Cisanello. Spesso è proprio questo senso di solitudine, di unicità, di estraneità dal resto del mondo che pesa sui malati, sui loro familiari, più della malattia stessa, cui purtroppo sono abituati. Ciò che accomuna me, o meglio il mio sito, Portale Diabete, alle tante Associazioni di volontariato che si occupano di trapianti è innanzitutto l'offrire informazioni precise, corrette, approfondite sul trapianto, aiutare il paziente-lettore a conoscere in anticipo (anche se poi sarà la commissione che valuterà se il paziente può essere un candidato a trapianto) quali siano i requisiti di elegibilità, quali le cause di esclusione. Promuovere inoltre ogni azione intesa ad assicurare alle persone in attesa di trapianto il più agevole accesso alle prestazioni sanitarie necessarie prima e dopo l'intervento, informandoli sui centri trapianto, le statistiche e infine, sensibilizzare la pubblica opinione sul problema del prelievo e donazione degli organi. Ma non solo. Lo scopo di Portale Diabete è cercare di fare informazione, quanto più corretta, attuale, precisa in modo da “evitare” il trapianto. Questa mission ambiziosa trae le sue origini da un'esperienza personale: mio fratello, diabetico dall'età di 19 anni, si ritrovò nel 1998, a 35 anni, di fronte alla diagnosi di nefropatia e retinopatia, cui presto si aggiunse la neuropatia. Cominciarono i timori, le paure, lo stordimento tipico di chi si trova davanti una “condanna” annunciata. Solo poche informazioni, imprecise, vecchie, spesso non corrette, piene di luoghi comuni, di terrorismo spicciolo, disfattismo, anche giudizi poco gradevoli nei confronti di chi, per “sua colpa” aveva sviluppato le complicanze, non si era curato abbastanza “evidentemente”: e purtroppo, questo modo di pensare ancora oggi, a quasi 10 anni, persiste. Questa è un'email che ho ricevuto il 3 ottobre scorso: Ho divagato, scusate...torniamo al 2000... Grazie alla mia conoscenza dell'inglese cominciai a navigare su siti americani e lì, inaspettatamente, trovai ciò che stavo cercando: non solo informazioni, ma anche un pò di speranza! Decine e decine di testimonianze di trapiantati, informazioni precise , aggiornatissime, nei minimi particolari di cosa fosse un trapianto di pancreas, statistiche, procedure chirurgiche, terapie....fu come se si spalancasse di fronte a me un mondo nuovo, quello che da lì a poco sarebbe divenuto il nostro “nuovo mondo”: il mondo dei trapiantati. Mio fratello in quel periodo stava male, le sue condizioni peggioravano, il suo morale a terra (ovviamente): ma fece il possibile e l'impossibile per arrivare a quel 19 ottobre del 2001 senza entrare in dialisi, grazie ad un amico che gli è stato a fianco, io dico come un angelo custode. Seguì alla lettera i consigli di questo amico diabetologo, il dr Alberto Davalli del San Raffaele, fortunatamente tornato in quel periodo da Boston (....non so se avrei ancora un fratello se non fosse tornato...): fu lui a proporgli il doppio trapianto, fu lui a seguirlo nel cammino che doveva portarlo verso una nuova vita, incoraggiandolo, dandogli fiducia, spronandolo a non mollare. Seguì una dieta rigorossissima, la sua glicata rimase stabile a 6.5 negli ultimi 3 anni. Finchè arrivò la telefonata, proprio mentre eravamo tutti riuniti a casa, per il compleanno di nostra madre. Lui ora sta bene, le complicanze sono regredite, ha ripreso a lavorare, è uno zio affettuoso e presente per i miei figli, ha accudito mio padre fino all'ultimo, è un sostegno per mia madre. Quando ho visto il miracolo della vita (io sono mamma, ma il miracolo della vita che rinasce dal trapianto è ancora più “miracoloso”) è scattato in me qualcosa.... Perchè non mettere a disposizione degli altri la mia esperienza, le informazioni che avevo raccolto? Perchè non tradurle e renderle disponibili in Italia? Nonostante noi fossimo una famiglia unita, forte, ricordo ancora il “freddo solitario” di quella notte passata ad aspettare che mio fratello uscisse dalla sala operatoria. Le dure poltroncine di quel salottino giallo e nero al primo piano del settore Q del San Raffaele... Nessuno che sapesse nulla....il silenzio di quel reparto...e noi eravamo dei privilegiati! All'inizio come “sezione staccata” di Diabetes Portal, il Portale americano da cui avevo tratto la quasi totalità delle informazioni, dove avevo “conosciuto” il prof. Ricordi. Poi, completamente autonomo, indipendente, è diventato Portale Diabete, quello che conoscete, italiano al 100% . Un sito sul diabete che punta ad informare i diabetici sulle più avanzate terapie e presidi medici a disposizione, che mira a fornire le notizie più aggiornate sullo stato dell'arte della ricerca, in modo che sempre meno diabetici debbano ricorrere al trapianto. Ma, qualora la terapia insulinica fallisca, devono sapere che una possibilità c'è. Che un diabete complicato non è una condanna senza appello, e anzi, che va affrontato quando ha ancora “un senso”, quando cioè la qualità della vita che si può riacquistare con il trapianto è piena, è totale. Se già le complicanze del diabete sono un fallimento, accedere a trapianto quando ci sono danni irreparabili (cecità, amputazioni, malattie cardiovascolari) sarebbe una vera tragedia. I trapiantati, ovviamente, sono i migliori testimonial della rinascita che un diabetico vive. Tra le esperienze pubblicate su Portale Diabete a disposizione dei lettori ci sono quindi quelle raccontate in prima persona dai trapiantati che raccontano di come sia cambiata la loro vita, di come si siano riappropriati della propria vita, di come abbiano avuto una seconda possibilità. Tramite Portale Diabete oltre alle informazioni sulle procedure, sulle statistiche, sui criteri per accedere a trapianto, sui vari centri trapianto italiani, i diabetici e i loro familiari (ma anche molti medici) possono entrare in contatto con diabetologi, chirurghi, che rispondono direttamente alle loro domande. Il Dr Bertuzzi e il dr Verzaro, vostri colleghi qui all'IsMeTT, collaborano con me, generosamente, rispondendo alle domande dei miei lettori in materia di trapianto di pancreas (organo o isole). Inoltre organizzo delle chat in cui un esperto risponde alle domande degli utenti presenti. Il dr Verzaro, il Prof. Ricordi , il prof. Secchi, il Prof. Boggi , tutti grandi esperti di trapianto sono stati miei ospiti ed hanno risposto alle domande degli utenti sfatando miti, offrendo corretta informazione, proponendo la cultura del trapianto. A Pisa siamo stati ospiti nel 2004 proprio del Prof. Boggi e del Prof. Marchetti, nel 2005 e nel 2006 siamo stati ospiti del Prof Secchi e del Prof. Bosi al San Raffaele di Milano (50) , lo scorso novembre ho organizzato al Policlinico Gemelli, sotto gli auspici di JDRF Italia e alla presenza del suo presidente Aurora Ketmaier, un incontro cui hanno partecipato il Prof. Ghirlanda, il Prof. Dotta, il Prof. Clementi.. In questi incontri, oltre all'aspetto formativo, vi è sempre un aspetto associativo importante: conoscersi di persona aiuta a consolidare le amicizie, c'è chi si è fidanzato, persino chi si è sposato “grazie” agli incontri che abbiamo organizzato! Infatti dopo le relazioni c'è sempre una cena, cui partecipano in genere anche i relatori. Attorno a Portale Diabete, si è costituita una nutrita community, di cui fanno parte anche molti trapiantati: tutti insieme, sosteniamo, prima, durante, e dopo, pazienti e parenti, provando a farli sentire meno soli. Lo facciamo pregando, incoraggiandoli, gioendo con loro quando tutto è “finito”. E questo a distanza. Ogni volta che mi chiamano, che mi scrivono perchè un paziente sta per entrare in sala operatoria, per me è un pò tornare indietro a quella notte di ottobre del 2001....ed ogni volta, devo confessarlo, è una sofferenza. Ma i familiari di chi è “dentro” ci tengono ad informarmi, a farmi “sapere”, ci tengono alla mia risposta. Vogliono sapere “se è normale” quello che sta succedendo, se anche a mio fratello è successo. Voglio leggervi solo 3 messaggi, riguardano gli ultimi 3 trapianti cui abbiamo “partecipato”: Lina (in ottobre a Pisa, un rene-pancreas), Francesca (a luglio, solo pancreas, a Niguarda), Mari (a giugno, rene-pancreas a Genova): Scrive Lina: “credo che in questi momenti ci sia bisogno di tanto affetto ed io son stata fortunata....ad avere anche amici come Pino (un altro trapiantato che fa parte della nostra community, n.d.r) e come voi e un grazie particolare anche a Daniela che ci ha permesso tutto questo....conoscerci!!!!!” “Cara Daniela, come va? Francesca sembra proseguire abbastanza bene. Sta uscendo con sempre minore paura. Infine Mari, proprio ieri ha scritto: Ciao famiglia!!!!! Ecco, quando ricevo questi messaggi, “capisco” che ho raggiunto il mio obiettivo. Le ho risposto che per me il successo è quando so che un altro diabetico è stato strappato alle complicanze, grazie all'informazione che ha trovato su Portale Diabete. E' stato ovviamente motivo di orgoglio per me essere invitata da un'istituzione prestigiosa come l'IsMeTT. E' stato ovviamente un onore parlare a medici, infermieri, pazienti, associazioni. Ma è stato soprattutto il riconoscimento tangibile di tanti anni di passione, di amore (non lo definirei lavoro!). Quando mio fratello ha riacquistato la salute, mi sono ripromessa di trovare un modo di ringraziare il Signore per questo dono, di trovare un modo di "ricordare ed onorare" per sempre la famiglia del donatore, che col suo gesto di generosità, solidarietà e amore ci ha permesso di restare una bella famiglia: con Portale Diabete spero di riuscirci. Grazie per avermi ascoltato.
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