DANIELA: Diamo il benvenuto ad una nuova esperta: La Dr Ciaccio e' un'allieva del prof. Jean Philippe Assal, direttore della Divisione di Insegnamento Terapeutico per Malattie Croniche dell'Ospedale Cantonale Universitario di Ginevra e si interessa degli aspetti psicologici del diabete. Sotto la guida del prof. Assal si è formata alla relazione terapeutica con i pazienti cronici (diabete e obesità in particolare), con particolare attenzione alle tecniche per entrare in relazione, comprendere ed indurre cambiamenti di comportamento stabili. Dal Settembre 2001 collabora con l'Associazione Diabetici della Provincia di Brescia, prestando servizio presso l'Unità Operativa di Diabetologia, Ospedali Civili di Brescia dove svolge attività di supporto all'equipe diabetologica, attività clinica di sostegno psicologico sui pazienti e loro familiari e conduce una ricerca sull'utilizzo di nuovi strumenti psicologici in ambito medico (PRISM e carte concettuali). Nel salutarla, le diamo il benvenuto in questa nostra chat: buona sera Dr Ciaccio.
Tutti voi sapete quanto io tenga a trattare questi temi: ringrazio per questo sinceramente la dottoressa che ha accettato di partecipare.
DR CIACCIO: buona sera a tutti
LUCIANA: Salve dottoressa, sono diabetica insulinodipendente da 5 anni (ne ho 34). I miei amici hanno ben accettato il mio problema chi non l'ha ancora fatto sono solo io. Ho tanto bisogno di comprensione ed una spalla su cui piangere. Lei ritiene che un buon amico può essere solo colui che come te "vive" i tuoi stessi drammi quotidiani?
DANIELA: Grazie Luciana, la tua e' una bellissima domanda.
DR CIACCIO: luciana penso proprio di no, credo che la cosa fondamentale sia potersi confrontare con punti di vista diversi dai propri, per poter così rivedere le nostre posizioni che, a volte, non sono proprio le migliori per risolvere il problema.
DANIELA: Dottoressa, mi sembra di capire che lei giiudica positivo avere amici "non diabetici" con i quali scambiare punti di vista, ritiene allora utili i cd campi scuola per bambini diabetici?
DR CIACCIO: daniela io sono assolutamente favorevole ai campi/raduni/corsi/assemblee per diabetici perchè il fatto di avere tutti la stessa malattia non significa essere tutti uguali, il confronto è secondo me sempre positivo, con diabetici o no
CHIARA: Sui campi scuola io ho avuto un' esperienza negativa...ho imparato tutto quello che un diabetico non deve fare dal momento che ero con ragazzini diabetici al quanto disastrati..l' ho vissuta malissimo
ANNA: Chiara, comunque hai imparato qualcosa: quello che NON devi fare
DANIELA: Dottoressa, molti pazienti temono di non essere accettati se dichiarano il loro diabete: perche'?
DR. CIACCIO: daniela perchè intorno al diabete c'è ancora molta ignoranza, alcuni credono adirittura che sia contagiosa o che comunque una persona con diabete sia limitata in ogni ambito della vita. come ogni ignoranza anche questa si può abbattere con una buona informazione, cosa che al momento è assai carente
VICKY: Infatti Dottoressa, sono 20 anni che vivo con il diabete, mi ricordo che all'età di 20 anni faceva difficolta a dire alla gente che avevo il diabete mi vergognavo invece ora a 30 anni questo aspetto non mi pesa piu', pero' comunque l'ignoranza della gente mi dà sempre un po' fastidio
CHIARA: Buonasera dottoressa.. Sono diabetica da 17 anni insulino dipendente. Ho sempre avuto un diabete scompensato sino ad un anno fa quando ho conosciuto un ragazzo che mi ha aiutato a imparare a gestirmi e a far tornare la mia glicata a livelli più che buoni...Ho un problema dal momento che non riesco a tranquillizzarlo visto che ha vissuto direttamente varie ipoglicemie forti ed ora spesso per tranquillizzarlo gli invio via sms i miei valori glicemici...Lo faccio volentieri ma a volte la sento come mancanza di fiducia nei miei confronti...da qui nascono discussioni e liti infinite...come posso fare ? Grazie
DR CIACCIO: chiara è normale che il tuo ragazzo sia preoccupato ma non credo che questa sia la soluzione ideale, nè per te, nè per lui. personalmente quando incontro persone con il tuo stesso problema invito ai colloqui anche il compagno/a (sempre che il mio paziente sia d'accordo naturalmente)in modo da poter mettere sul tavolo tutte le ansie e preoccupazioni e poterci così lavorare insieme
CHIARA: lo so che il dialogo è molto importante ma viviamo a 650 km di distanza e il telefono è l' unico mezzo che ci mette in comunicazione...poi purtoppo è un po' come fosse il mio angelo custode dal momento che quando non rispondo in effetti è perchè sono in ipo...Comprendo le sue ansie e vorrei andargli incontro...forse dovrei riuscire a star sempre bene ma impossibile avere questa certezza...
GIUSY: adesso ke mettero' il microinfusore , non so come sara' la mia vita con gli altri
DANIELA: Giusy, temi che il fatto di "mostrarlo" ti renda diversa?
GIUSY: daniela io mi sento diversa quando sto con chi non e' diabetico mi sono fatta un mondo tutto mio (temo)
DR. CIACCIO: giusy il microinfusore ti permetterà di meglio controllare il diabete ma renderà "visibile" agli altri il diabete. questo non è un problema in sè, dipende da come tu vivi la cosa e, molto spesso, gli altri reagiscono nel modo più consono a come vedono te, cioè, se per te non è un problema, se tu sei a tuo agio e magari disposta a soddisfare la loro curiosità riguardo a quella "scatolina" generalmente la cosa non diventa un problema neanche per gli altri ...ma ci sono sempre le eccezioni, giustificate il più delle volte da conoscenze sbagliate che hanno sul diabete
GIUSY: capisco dottoressa, grazie cmq ormai non mi curo piu' di quello ke pensa la gente
PIETRO: Dottssa temo che il problema sia proprio questo, l'ignoranza sul diabete, ma soprattutto da parte dei diabetici, ovvero nel loro timore di non essere uguali agli altri
ANNA: forse per i bambini è più semplice rispetto agli adulti ed ai giovani, non crede dottoressa?
PIETRO: Cosa ne pensa invece nella affermazione che il diabetico sviluppa una sensibilità maggiore e quindi è più vulnerabile?
ANNA: beh, che siamo diversi non c'è dubbio mi pare...:-)
DR CIACCIO: anna una domanda per te: diversi in che cosa?
ANNA: oggettivamente diversi :-) il non diabetico non si fa certo l'insulina o le prove glicemiche è normale incuriosire chi non ha il diabete quanto ti vede smanettare con penne e glicometri :-)
DR CIACCIO: anna chiaro, ma queste sono cose materiali, scoccianti, limitanti, ma non necessariamente causa di una vita assolutamente diversa da quella dei non diabetici. Sento di poterti dire questo perchè ho conosciuto ragazzi che nonostante 5 insuline al giorno più i relativi controlli, fanno cose che nemmeno io faccio, tipo roccia, speleologia, viaggi nel deserto, attività fisica a livello agonistico
CHIARA: Io ho notato che chi ha scoperto il diabete verso i dodici anni ha avuto un'accettazione della malattia molto diversa da quella di un adulto o di un bambino piccolo..io credo di star iniziando ad accettarla solo adesso..
PIETRO: Anna non è quello che intendevo
ANNA la mia frase non era inerente al tuo discorso Pietro :-)
PIETRO: Dottssa questo è vero perchè io sono un "bottegone" e chi mi conosce lo sa, e di conseguenza non è un problema per nessuno
CHIARA ...sto cercando di vedere in questa chat come fate tutti a essere così naturali con gli altri e a vivere il diabete così positivamente con gli altri...
ANNA: credo che fondamentalmente non si riuscirà mai ad accettare la malattia in maniera completa
LUNA: Dott. io sono stata sempre un tipo molto molto socievole ma dopo il diabete sono un po' asociale verso gli altri, sto bene solo con i miei amici "dolci" Io ho avuto dei problemi con dei colleghi proprio dovuto al DB :-( certi ti evitano come la peste :-((
DANIELA Ma veramente Luna?? Io non ci posso credere!! :-((((
LUNA: Si Daniela :-(
DANIELA: Da cosa dipende, per te, Luna?
ANNA: è verissimo Luna, ma credimi, quelle persone reagiscono così per ignoranza, o paura, o semplicemente per poca sensibilità. Anche se non avessi il diabete magari non gli saresti amica lo stesso, ci hai mai pensato? :-)
LUNA: Molti non sanno e questo li spaventa...ho provato a spiegargli ma senza successo e allora mi sono piano piano isolata L'impatto iniziale con loro è stato negativo
STE970: isolarsi e' una forma di protezione ?
LUNA: Non andavo a pranzo con loro perchè andavo ogni giorno ad orari differenti ma loro non mi hanno capito Se non avessi avuto il DB sarei andata con loro e tutto sarebbe andato bene...ne sono sicura
ANNA: ne si sicura Luna? e tu riusciresti ad essere amica o semplicemente compiacente con delle persone così insensibili?
DANIELA: in effetti in casi come quelli raccontati da luna o giusy offrire una corretta informazione puo' essere la soluzione
LUNA: Si Daniela ma non tutti lo capiscono e allora la volta successiva ho evitato di dirlo e dicevo che avevo una gran fame e dovevo andare
ANTONIO: imparate a fregarvene dei pregiudizi delle persone
ANNA: Luna, tutti hanno avuto esperienze simili alle tue, è ovvio che ci si rimane male ma se anche spiegando i motivi continuano ad evitarci, onestamente non premo per la loro amicizia
LUNA: Anna erano colleghi di lavoro, mi bastava non sentirmi ignorata
DANIELA: Luna, allora distinguerei tra "amici" e "colleghi".
LUNA: Si Daniela pero' è brutto alzarsi la mattina e trovare un clima brutto e doverci stare 8 ore :-(
DANIELA: si', deve essere orribile, Luna, ma dipende dal diabete? magari sei solo in un ambiente...."bruttino". diciamo...:-)
ANNA: Luna, se i tuoi colleghi ti ignorano solo per orari diversi, scusami ma..... lasciali perdere
CHIARA: Ma anche con l' humalog e lantus o le rapide veloci hai problemi con l' orario del pranzo Luna?
LUNA: No Chiara :-)) era quando usavo la Protaphane :-((
CHIARA: Bella scoperta la Lantus!!! Credo che con gli mici si possa condividere parte della nostra malattia e delle nostre particolari necessità...coi colleghi si istaura un rapporto un po' più complesso
LUNA: Vero Chiara. Anna non lavoro + lì
ANNA: meno male luna :-)
ANNA: a volte ho notato che più ci si nasconde o si evita l'argomento, più gli altri ti isolano. Spiegare come stanno le cose non significa che vengano capite al volo! Forse siamo noi che ci isoliamo da soli....
STE970: e' puro mobbing secondo me luna con il diabete o no era lo stesso
LUNA: ste970 sono andata via da quell'azienda per Mobbing...forse sono io che mi creo le brutte situazioni? O magari mi sentivo inferiore io?! e me lo sono creato?!
ANNA: può darsi Luna, sono congetture le mie ma ci ho pensato molte volte soprattutto quando come te gli altri mi isolavano
DANIELA: ma come si concilia questa "paura" del diabetico, con l'ignoranza imperante secondo cui "basta non mangiare dolci"? mi sembra una contraddizione.
STE970: e' la frase tipica daniela ciai la diabete e mangi la torta?
ANNA: vero ste :-))))
DANIELA: esatto, ste! :-)
GIUSY: e dire ke non mi sono mai piaciuti i dolci:-((
VICKY: Dottoressa quello che trovo difficile è che non ce mai un momento dove riesco a staccarmi dal diabete anche solo per un ora ci penso ogni minuto del giorno ed è questo che mi stanca è normale????
DR CIACCIO: vicki può essere normale all'inizio, quando è tutto nuovo ed un po' imprevedibile, fuori dal nostro controllo. ma l'educazione terapeutica su cui noi puntiamo molto serve proprio a questo, a rendere le sitauzioni che si possono presentare meno "imprevedibili" per poterle così risolvere in modo più automatico e non doverci più pensare ogni volta
CHIARA: Io ho sempre avuto amici non diabetici solo che mi portavano, per mia troppa debolezza, a voler essere come loro e quindi a trascurare le cose importanti...controlli, attività fisica...ora con i diabetici mi trovo bene e mi sento capita e non sola
GIUSY: la cosa ke mi infastidisce e' essere compatita dalle persone
ANNA: premetto dottoressa che fare tutte queste cose non significa aver accettato la malattia, credo che si inneschi quasi una gara con se stessi per dimostrare che ne siamo capaci nonostante il diabete
CHIARA: Essere compatiti giusy non piace a nessuno ma essere compresi nelle nostre difficoltà è importante
PIETRO: Dottssa ma come si può parare l'ignoranza, colui che ignora, senza farsi del male. Perchè in pratica è questo che mi sembra di capire dalle "colleghe"
PIETRO: Che poi è proprio il silenzio, l'accettare la "diversità" che rende il diabetico un diverso, è vero Dottssa?
CHIARA: Dottoressa io cmq ho sempre difficoltà a confessare agli altri che ho il diabete...fino a un anno fa non lo confessavo nemmeno a me stessa..gli amici più cari non comprendono questo mio problema a parlarne...e mi dicono che io sono con il diabete e non senza ma mi faccio molta violenza psicologica per confessarlo...Ma è giusto che mi sforzi dal momento che sono anche estremamente timida?
DR CIACCIO: chiara dipende da quanto questo ti costa, forse dovresti prima affrontare il problema che ti pone il parlarne con gli altri, il fine è che tu possa vivere il più serenamente possibile questa situazione, non che lo dica per forza agli altri
CHIARA: Grazie dottoressa
ANNA: grazie dottoressa :-) non creda che l'abbia capito subito però, ci ho messo del tempo purtroppo....
PIETRO: Dottssa premesso che non è matematica, ma come si fa ad accettare un "compagno" così invadente
DR CIACCIO: pietro ognuno ha i suoi tempi, l'aiuto delle persone che ti stanno vicino è comunque molto utile, necessario direi, per affrontare in più di uno il problema
ALESSANDRA: pietro, un po' come con i parenti, non si scelgono si trovano e li teniamo... :-))
PIETRO: Alessandra, tutto bene, però i parenti se non ti piacciono li tieni fuori, il diabete a quanto pare ti manda fuori
ANNA: io ho una teoria molto personale sull'accettazione della malattia... e cioè che nessuno mai l'accetterà, al massimo si può imparare a conviverci nel miglior modo possibile.
CHIARA: Sono d' accordo con te Anna
DR. CIACCIO: anna sono asolutamente d'accordo con te
DANIELA: e quindi dottoressa, torniamo al nostro tema: un amico puo' meglio aiutare di un parente, che magari e' piu' coinvolto?
ANNA: parente o amico non importa, dipende dalla sensibilità e dall'intelligenza della persona
ALESSANDRA: sono abbastanza in accordo Anna, dunque io ho quasi 40 anni, e da 37 sono diabetica piacere di incontrarvi :-)
STE970: accettare il diabete significa secondo me iniziare un persorso interiore che dura anche tutta la vita
PIETRO: Dottssa sono d'accordo ma a volte non è semplice neanche il dialogo con le persone più care, qualcuno vuole intervenire su questo???
DANIELA: che ne pensa dottoressa della "teoria" di Anna: e cioè che nessuno mai l'accetterà, al massimo si può imparare a conviverci nel miglior modo possibile. Per la sua esperienza, ha mai visto casi di "accettazione totale?"
DR. CIACCIO: Daniela non credo che accettare sia il termine migliore, contiene in sè un senso di rassegnazione che non è quello a cui tendiamo quando parliamo di metter la persona in grado di autogestirsi al meglio
ANNA: però ci si può convivere bene anche senza accettarla :-)
DR CIACCIO: anna Anne Lacroix usa infatti il termine francese "faire avec" e non "accepter" ma in italiano non abbiamo un termine che traduca il faire avec che non è la stessa cosa di accettare. nel faire avec c'è il concetto di fare al meglio con ciò che non si può cambiare
DANIELA: grazie dottoressa. sono COMPLETAMENTE d'accordo con lei!
PIETRO: Mi associo a Daniela nel SOTTOLINEARE l'affermazione della Dottssa
VICKY : Sono d'accordissima con Anna, hai finalmente trovato quello che sento Anna, dopo quasi 20 anni di diabete sono riuscita con conviverci bene.....finalmente!!!!
ANNA: infatti è quello che sostengo, ma sottolineo il fatto che non è una cosa negativa non accettare la malattia, credo sia normalissimo, imparare invece a conviverci bene dev'essere uno sprono a fare sempre di più per riuscirci.
CHIARA: Dottoressa ha dato una bellissima definizione...ma spesso questo non viene capito da chi ci sta intorno
ANNA: brava vicky :-)
ALESSANDRA: Pietro, quando diagnosticarono il mio diabete avevo 3 anni, circa...i miei non hanno mai accettato la malattia ed io ho faticato non poco, ma ci sono riuscita, a convincermi che nonostante tutto ero fortunata ed avere una vita, normale, con qualche controllo in +!!!! Vero ANNA!!!:-))
PIETRO: Dottssa e se lo traducessimo "fare di necessità virtù" ? ovviamente molto impropriamente.
ANNA: partite dal presupposto che al giorno d'oggi abbiamo insuline e glicometri nonchè micro, mica come 40 anni fa! nella sfiga siamo anche un po' fortunati, non credete? :-) i mezzi che abbiamo a disposizione sono sempre più all'avanguardia, secondo me non è poco... Se pensiamo a chi ha cominciato con sirighe da bollire e insuline animali puzzolenti.....
LUNA: si Anna hai ragione
PIETRO: Anna no non sono d'accordo è come dire che visto che abbiamo "roba" più raffinata possiamo ACCETTARE il diabete
DR CIACCIO: pietro non credo che fosse questo che voleva dire anna,
ANNA: io infatti non ho mai detto questo Pietro. Vorrei che si riuscisse a focalizzare anche il bicchiere mezzo pieno e non solo mezzo vuoto: l'uno non esclude l'altro ovviamente...
ANNA: l'insulina è nata solo 80 anni fa e negli ultimi anni ha fatto passi da gigante. I glucometri non sono più grandi come cabine telefoniche, credo non sia poco questo!
CHIARA: La tecnologia e la scienza ci stanno dando una bella mano a vivere meglio...ma l' affetto delle persone che ci vogliono bene ci consentono di vivere ogni momento con il sorriso
GIAMPI: Bella frase Chiara, COMPLIMENTONI
ANNA: l'affetto delle persone è importante per tutti, anche per i non diabetici
VICKY: Vi devo lasciare comunque è stato molto interessante leggervi a presto un bacio a tutti!!!! Grazie Daniela!
LUNA: Ora abbiamo anche la Lantus e il micro :-D
STE970: concordo anna io 22 anni fa armeggiavo con provette di vetro e pastiglioni di reagenti i reflettometri non esistevano
STE970: anche l'approccio alla malattia e' diverso ....rispetto a 20 anni fa
DANIELA: da parte di chi ste?
STE970: da parte dei medici
LUNA: QUando sono stata ricoverata per il db mi facevano l'insulina con le siringhe...e mi ha preso un colpo...poi mi hanno dato le penne ed è stato molto meglio
DR CIACCIO: ed anche il counting dei cho, che forse non tutti conoscono ancora ma che presto verrà diffuso, per rendere la dieta ancora più libera
ALESSANDRA: il conteggio dei carboidrati, intende Dottoressa?
STE970: il counting dottoressa e' una cosa che tutti non sanno ad esempio
DR CIACCIO: alessandra si ste si è vero, perchè è un approccio dietetico nuovo. noi a brescia lo usiamo già, altri centri si stanno formando
PIETRO: Dottssa vedo il diabete come un nemico con cui lottare giornalmente, l'ho anche accettato ma lo vedo sempre e comunque come un nemico con cui sono in eterna lotta
DR CIACCIO: pietro cosa significa allora averlo accettato?
ANNA: una malattia come il diabete è ovvio che appaia come un nemico, ma puoi anche tenerlo a bada se vuoi :-) io non sto asserendo che sia facile ma neanche impossibile
DR. CIACCIO: anna sono d'accordo con te.
DANIELA: anna credo che non ci sia un diabete uguale per tutti: cio' e' possibile per te, potrebbe non esserlo per un altro, per tutta una serie di motivi. :-(
ANNA: daniela, questo lo so' bene, di diabetici scompensati però ce ne sono davvero pochi (non lo dico io ma studi e ricerche), perciò l'informazione è importantissima! Troppi diabetici tendono a demandare la cura di se al diabetologo, non s'informano, non chiedono, ecc. ecc. da qui nascono difficoltà davvero grosse.
DANIELA: Gli studi e ricerche Anna sono sempre su "campioni selezionati", poi leggiamo che il diabete e' 4a causa di morte al mondo, prima di cecita', prima di amputazioni ed allora c'e' qualcosa che non quadra! :-(
ANNA: daniela, questo è vero ma bisogna vedere altri parametri. Come si son curate ste persone?
DANIELA: Anna, i diabetici non hanno tutti internet, non abitano tutti vicino al San Raffaele, c'e' anche chi e' di Sgurgula Marzicana....anche quelli sono diabetici.
ANNA: Daniela, ecco perchè parlo sempre di informazione. Il diabetologo dovrebbe essere il primo ad aiutarti in questo senso, con o senza internet. Sono i diabetologi che dovrebbero essere più preparati!
DANIELA: non parliamo dei diabetologi, come giustamente dici tu!!!! Anna, con me sfondi una porta aperta!! Io penso che "colpevolizzare" il diabetico per i risultati che non vengano sia un alibi: e' il medico che deve SAPERE, io POSSO sapere
ANNA: per non parlare dei diabetologi attaccati come sanguisughe a dei retaggi annali ed insistono a dare informazioni sbagliate e sottolineo SBAGLIATE non la sto facendo semplice ma possibile, è diverso. solo se conosci il tuo nemico puoi tenerlo a bada.
PIETRO: Anna non è l'equazione "se lo conosci lo eviti"
CHIARA: Si ma se lo conosci è più facile interagire con lui
ANNA: Pietro, ma chi ha parlato di "evitare"? Sto semplicemente dicendo che anche se non è facile ci si può convivere bene.
GIAMPI: onestamente, campare 100 anni legato a controlli (5-6-7..) giornalieri, micro, visite, pericolo complicanze dietro l'angolo .... ammetterai che non è proprio una cosa esaltante
PIETRO: Giusto Giampi, Dottssa cosa ne pensa?
PIETRO: Chiara difatti la condizione sine qua non è la conoscenza
PIETRO: Dottssa l'ho accettato come momentaneo compagno di viaggio, NON DEFINITIVO , attendo di potergli dare una spallata e mandarlo giù dal burrone
DR CIACCIO: pietro anch'io spero che si trovi presto la cura che guarisca il diabete ma fino a quel giorno dovremo fare del nostro meglio per rendere il diabete un compagno di viaggio scomodo sì ma non ostacolante per prosegiure sulla nostra strada
STE970: non e' prorpio una equazione seplice il diabete ma sempre meglio di altre patologie
GIAMPI: ste, brutta cosa un confronto tra malattie, personalmente è una cosa che non mi è mai piaciuta
PIETRO: Dottssa il diabete, almeno per me, non è ostacolante è solo uno sgradito compagno di viaggio, un nemico interno
ANNA: Giampi, non è facile ma possibile. Per ora non abbiamo alternative, quindi...
DR CIACCIO: per rispondere un po' a tutti i vostri commenti vorrei dire che purtroppo non c'è un'uniformità di cura tra i diversi centri diabetologici, in alcuni nemmeno c'è una dietista stabile, che si dedichi specificatamente ai pazienti diabetici. gli psicologi sono poi una rarità, io credo di essere una delle poche in Italia (a Ginevra, presso la Divisione di Insegnamento per Malattie Croniche lavorano più psicologi che medici, ognuno con una specifica preparazione sui diversi problemi che il pz diabetico può incontrare (es. difficile rapporto con il cibo, problemi di autostima, di accettazione della malattia,..)
ANNA: ora devo andare. Mi è piaciuto scambiare opinioni con voi. Un saluto a tutti e grazie ancora alla dottoressa.
DANIELA: ciao Anna, a presto
CHIARA: Purtroppo il supporto di uno psicologo credo sia fondamentale...quando mi ammali io non si dava molta importanza a ciò che il diabete crea in un bambino...si tornava a casa con una guida e poi si viveva la vita Ma oggi non credo che in certi ospedali siano cambiate molte cose da allora...
ALESSANDRA: all'inizio senz'altro Chiara, quando capitò a me...nel 1967 circa, beh...in pediatria insegnavano a fare l'insulina ai bambini, io non andai, peccato...:-P
DANIELA: hai ragione, io trovo allucinante che ancora oggi non vi sia uno psicologo al momento della diagnosi!
DR. CIACCIO: daniela se non ci sono altre domande vi saluterei per, magari, ritrovarci un'altra volta
CHIARA: A me insegnarono tutto tecnicamente e andai alle lezioni ma nessuno si occupò del mio stato d' animo..sulla cartelle di dimissione scrissero solo che avevo difficoltà ad accettare la malattia
ANTONIO: grazie dottoressa buona sera
DANIELA: Certo dottoressa, ci scusi per esserci dilungati. La ringraziamo tantissimo e ci auguriamo, veramente, voglia tornare.
DR CIACCIO: fate sentire la vostra voce con i vostri bisogni, fisici e psicologici!
DANIELA: e chi molla, dottoressa!!!!! :-))
CHIARA: Grazie dottoressa...è stata davvero preziosa
PIETRO: Dottssa è andata benissimo
DANIELA: Grazie allora dottoressa, la ringraziamo e ci auguriamo voglia presto tornare con noi: buona notte.
|