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Il prof. Ignazio Marino, Presidente della Commissione Sanità del Senato



Pubblichiamo una dichiarazione del Prof. Ignazio Marino circa il suo nuovo impegno politico, come sempre, a fianco dei pazienti.

Da quando ho deciso di dedicarmi alla politica, e di intraprendere così un nuovo percorso professionale molto diverso dal lavoro di medico che ho sempre fatto, la domanda che più spesso mi sono sentito rivolgere è stata perché avessi deciso di cambiare così radicalmente vita.
Come mai avessi deciso di sospendere la mia professione di chirurgo, la mia grande passione e il risultato di anni di studio e dedizione.
Devo ammettere, con assoluta sincerità, che non è stato affatto facile prendere questa decisione.
Dopo diciotto anni passati negli Stati Uniti, lavorando come chirurgo specializzato in trapianti di fegato, ho sentito il bisogno di dare il mio contributo al cambiamento che l'Italia si apprestava ad affrontare.

Alle scorse elezioni politiche mi sono candidato come indipendente con i Democratici di Sinistra al Senato e, dopo esser stato eletto senatore, ho assunto l'incarico di Presidente della Commissione igiene e sanità.
Certamente la vita del chirurgo è molto differente da quella da senatore. Un medico affronta e percepisce i problemi di chi si trova di fronte in modo completamente diverso.
Nel bene e nel male sei portato a vivere da vicino e intimamente le sofferenze e le gioie di ogni singolo paziente e dei suoi familiari. Sai che ogni piccola conquista o sconfitta rappresenta un traguardo raggiunto o mancato per una persona; si combatte insieme, si vince e si perde insieme.

In Parlamento sento di far parte di un progetto di più ampio respiro.
Il lavoro che svolgo ogni giorno al Senato mi porta a conoscere le problematiche della collettività e mi permette di contribuire a cambiare la situazione dei pazienti in generale, e non solo in particolare. Sapere di essere promotore e parte integrante di un lavoro che, se attuato, porterà un apporto concreto per migliaia di malati nel nostro Paese è qualcosa che mi rende molto orgoglioso e mi stimola giorno dopo giorno.

Penso, ad esempio, all'attività che stiamo portando avanti per far sì che il “testamento biologico” diventi legge dello Stato affinché ad ognuno venga dato il diritto di poter decidere le cure e i trattamenti che ritiene accettabili per se stesso qualora in futuro fosse incapace di intendere e di volere.
Penso al lavoro che sto avviando per rendere più umano il nostro sistema sanitario, abbattendo, per esempio, le barriere fisiche, che non hanno alcuna motivazione o giustificazione di tipo clinico, fra i pazienti in terapia intensiva e i loro familiari. Penso ai giovani ricercatori e al progetto che ho presentato affinché il 5% dei fondi destinati alla ricerca del Ministero della Salute sia riservato ai ricercatori più meritevoli sotto i 40 anni.

Sono le battaglie come queste che mi fanno vivere con passione ed entusiasmo questo nuovo impegno che ho preso. Posso affermare senza difficoltà, dunque, che il bilancio per adesso è positivo. Non nego, certamente, che il mio mestiere, a cui ho dedicato la mia vita, mi manca, come mi manca il rapporto con i pazienti.
La mia speranza è senza dubbio quella di poter riuscire, in un futuro non troppo remoto, a conciliare entrambi gli impegni. Adesso, però, il mio posto è in Parlamento, dove sto lavorando con passione e dove ho intenzione di portare a termine i progetti che ho avviato e in cui credo.


Prof. Ignazio Marino
Medico chirurgo, Presidente della Commissione Igiene e Sanità, Senato della Repubblica

 

www.ignaziomarino.it

8 febbraio 2007

 

 

 

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