Portale Diabete non fa politica, come in passato si impegna su argomenti che ritiene di pubblica utilità, che meritano attenzione, anche se non strettamente legati alla patologia diabetica.
E' di questi giorni il dibattito sul testamento biologico, ci sembrava opportuno che anche noi, in quanto comunità, facessimo sentire la nostra voce.
Portale Diabete dalle sue pagine ha già trattato l'argomento:
Testamento biologico: il DDL non aprirà la strada all'eutanasia
Il dibattito sull' eutanasia
Disegno di legge N. 687 sul testamento biologico
Abbiamo deciso di inviare al Corriere della Sera e a Repubblica, e per conoscenza al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera, del Senato e al capogruppo dell'Ulivo al Senato un nostro appello.
Chi lo condividesse è pregato di farlo pervenire al più presto ai suddetti e magari girarlo ai propri contatti per un ulteriore sostegno.
Sono un lettore di Portale Diabete, un sito dedicato alla patologia diabetica, cui fa capo una nutrita comunità virtuale di malati e familiari.
Scriviamo perchè, ovviamente, il tema della malattia, del dolore, della morte ricorre spesso nei nostri pensieri, nei nostri ragionamenti, a torto o a ragione, forse più frequentemente che nella cd "popolazione sana".
Abbiamo letto con interesse l'articolo del Sen. Ignazio Marino pubblicato su il Corriere della Sera di domenica 10 us su eutanasia, accanimento terapeutico, testamento biologico, nonchè l'editoriale di Guglielmo Pepe pubblicato su Repubblica il 21 giugno, e siamo rimasti molto colpiti da quanto accaduto in commissione martedì 12 us: che delusione!
Speravamo veramente che per una volta si guardasse al bene comune, si tutelassero i nostri interessi, si desse ascolto alla voce della ragione, e non alla logica della politica!
Scriviamo al Corriere e a Repubblica, che hanno spesso ospitato il Prof. Marino, per far sentire la nostra voce di pazienti, familiari, di semplici cittadini, nella speranza che qualcuno l'ascolti!
Ben consapevoli delle "altre priorità" dello Stato, ci sembra però che regolamentare, riempire un vuoto legislativo su un argomento che nulla ha a che fare con l'eutanasia, sia un atto di civiltà, prima che un atto dovuto per "colmare il ritardo rispetto a molti altri paesi del mondo", citando il Sen. Marino.
Il Prof. Marino, nella sua professione di medico, deve aver vissuto decine e decine di volte il dramma dell'impossibilità di curare tutte le malattie, si deve essere trovato tante volte nella tragica condizione di allargare le braccia e spiegare ai parenti di un paziente che non poteva fare più nulla per lui. Non deve essere stato facile.
Una legislazione su questa materia aiuterebbe tutti: medici, pazienti, familiari.
Vivrebbe forse più serenamente la sua fine quel paziente che in vita ha potuto disporre, non della sua vita, ma della sua morte, affinchè sia dignitosamente accettato il volere di Dio.
Se quei parenti sapessero in anticipo quali sono le volontà del familiare in caso di impossibilità a pronunciarsi, forse si sentirebbero sollevati dal non dover prendere una decisione così importante come quella di rinunciare a cure ormai inutili.
Esiste già il diritto per un paziente a rinunciare alle cure, perchè negarlo a chi non può manifestare la sua volontà perchè impedito?
Perchè non permettere di rivendicare tale diritto in un momento precedente in cui siamo lucidi e sereni?
La legge sul testamento biologico non ha nulla a che fare con l'eutanasia: chi per biechi interessi di parte, ne vuole impedire la sua approvazione, se ne deve assumere la responsabilità politica, ma soprattutto quella morale. FIRMA
Corriere della Sera: segretcor@corriere.it
Repubblica: g.pepe@repubblica.it
Presidente del Senato: franco.marini@senato.it
Presidente della Camera: bertinotti_f@camera.it
gruppo dell'Ulivo al Senato: m.belfiore@senato.it
Per inviarla al Presidente Napolitano, potete utilizzare il form che trovate sul sito del Quirinale: http://www.quirinale.it/ : La posta
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