Cari amici,
grazie al sostegno di tutti voi l'articolo 190 della Finanziaria che prevedeva il taglio totale dei finanziamenti per RiMed è stato eliminato. Nell'ultima stesura della Finanziaria, infatti, un emendamento presentato dal Governo ha previsto che i fondi per RIMED non siano più soppressi ma ridotti di 10 milioni nel 2007 e 2008 e di 50 nel 2009. La fondazione, quindi, in base alle due leggi finanziarie avrebbe attualmente a disposizione un totale di 260 milioni di euro. Su questa base, in queste settimane, stiamo rimodulando il progetto del centro e delle attività in modo da poter al più presto realizzare l'Istituto di Biotecnologie anche con le nuove ridotte disponibilità.
Crediamo ardentemente in questo progetto e vogliamo portarlo avanti, qui in Italia, in Sicilia, a Carini, a pochi km dalla città di Palermo. Da anni nel nostro Paese si piangono lacrime di coccodrillo sulla ricerca che non va, sui cervelli che scappano e via piangendo. Non c'è governo, a mia memoria, che non si sia esibito in riforme per salvare la situazione. I motivi dei fallimenti sono così profondi ed antichi da non destare sorpresa. Forse è ora di provare qualcosa di diverso. Creiamo dei centri gestiti con chi la ricerca la sa fare. Ossia con chi è in grado di scegliere i ricercatori per il loro merito, di metterli in grado rapidamente di lavorare e di trasformare i prodotti delle loro ricerche in applicazioni cliniche e commerciali che non solo, nel caso della ricerca biomedica, si traducano in cure migliori, ma anche in impresa, in progresso economico e quindi sociale.
RiMED ha la volontà e la competenza per creare uno di questi centri. Siamo certi che non ci saranno altre sorprese negative relative alle risorse su cui poter contare e che il partner più importante, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sosterrà in prima fila la fondazione nel perseguire l'obiettivo che le ha dato: “promuovere lo sviluppo della ricerca avanzata nel campo delle biotecnologie, nell'ambito degli accordi di cooperazione scientifica e tecnologica stipulati con gli Stati Uniti d'America”.
In Sicilia, fino a poco più di 10 anni fa, chi aveva bisogno di un trapianto di fegato era costretto ad emigrare verso altre regioni o Paesi. Un gruppo di epatologi si adoperarono per creare un centro trapianti a Palermo e lo fecero sfruttando l'opportunità messa a disposizione da una norma di legge che incorraggiava “esperimenti gestionali”, ovvero la gestione di una struttura del sistema sanitario nazionale da parte di una entità privata. L'entità privata scelta fu l'University of Pittsburgh Medical Center (UMPC), un centro di medicina accademica no-profit famoso in tutto il mondo per avere trasformato i trapianti d'organo da sperimentazione clinica a valida opzione terapeutica.
Nel marzo del 1997 venne firmato l'accordo che portò alla creazione dell'Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad alta specializzazione (ISMETT), un partenariato tra due ospedali pubblici di Palermo (il Civico ed il Cervello) e, appunto, UPMC e due anni dopo venne eseguito in Sicilia il primo trapianto di fegato. Oggi, stando ai dati del Centro Nazionale Trapianti, l'ISMETT è tra i migliori istituti d'Italia per volume d'attività e qualità degli interventi.
Un esperimento gestionale ben riuscito che adesso stiamo cercando di riprodurre nell'ambito della ricerca. Siamo convinti di poterci riuscire. Nelle prossime settimane, presenteremo il nuovo progetto che tiene conto del ridimensionamento del finanziamento.
Dalle pagine di questo sito continueremo a tenervi aggiornati e attraverso l'indirizzo e-mail info@fondazionerimed.com continueremo a raccogliere le firme e le testimonianze di tutti coloro che vorranno sostenere il progetto.
Ancora grazie
Prof Bruno Gridelli
Vice Presidente – Fondazione RiMed
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