“La nostra malattia è pesante condizionante, difficile da gestire; è una malattia subdola e conosciuta solo banalmente che infierisce sul corpo con gravi e devastanti complicanze. Ciò che ci permette di guardare al futuro è la possibilità di credere nei risultati che solo una ricerca seria e continua può offrire e il settore delle biotecnologie sembra essere molto promettente”. Inizia così una lettera aperta che da qualche giorno i pazienti affetti da diabete giovanile stanno inviando ad istituzioni e politici. Un appello per chiedere che il progetto che prevede la creazione di un Istituto di Biotecnologie e Biomedicine a Carini (Ri.Med) non venga accantonato. Il centro avrebbe dato la possibilità di sperimentare nuove terapie per la cura di diverse malattie, fra cui proprio il diabete. In prima fila per la promozione dell'appello: la comunità virtuale che fa capo a Portale Diabete .
Portale Diabete ha già formalmente aderito all'appello lanciato nelle scorse settimane dal prof Camillo Ricordi e da qualche giorno sostiene il progetto anche attraverso e-mail personali che vengono inviate direttamente alle istituzioni. Sono già tantissimi quelli che hanno sottoscritto l'appello del Prof Ricordi e che hanno già inviato una loro lettera alle massime cariche dello Stato.
“ Ci sembra – continua la lettera - assai poco lungimirante non considerare le positive ricadute che un centro di tale importanza avrebbe sul progresso sociale ed economico della Sicilia e dell'Italia intera. Se venisse confermata la proposta di eliminare i finanziamenti già stanziati per il Ri.MED, l'Italia perderebbe la straordinaria occasione di collaborare con prestigiose istituzioni americane, di diventare positivamente competitiva, di arricchirsi della presenza di molti ricercatori Italiani costretti a fare ricerca all'estero ”.
L'appello per salvare il progetto Ri.Med si trova da qualche giorno on line anche su Portale Diabete
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