2 aprile 2004 - Un articolo recentemente pubblicato su Diabetes Care, firmato dall'équipe del Dott. A. Nicolucci (Consorzio Mario Negri Sud, S. Maria Imbaro, Chieti), ripropone il tema del confronto tra l'assistenza prestata ai soggetti diabetici dal Medico di Medicina Generale (MMG) o presso un Centro antidiabetico.
Gli autori hanno valutato in modo prospettico le modalità assistenziali e gli outcome intermedi, a 2 anni, su 3437 soggetti affetti da diabete di tipo 2, reclutati da 212 medici di diverse specialità operanti presso 125 Centri antidiabetici e 103 ambulatori di MMG. Per quanto riguarda la qualità assistenziale sono stati adottati, come indicatori di processo, la frequenza della determinazione dell'HbA1c, dei lipidi plasmatici, della microalbuminuria e della creatininemia, nonché la frequenza della valutazione dei piedi e del fondo oculare. Come indici di outcome sono stati utilizzati l'HbA1c, la pressione arteriosa e i livelli di colesterolemia totale e HDL.
I risultati ottenuti, in termini di qualità assistenziale, deporrebbero a favore dei Centri antidiabetici, soprattutto per i pazienti seguiti da un medico diabetologo e in regime di "continuità assistenziale" (soggetti seguiti, nell'ambito del Centro, sempre dallo stesso medico).
Tra gli indici di outcome a breve termine dei soggetti trattati presso i Centri specialistici sono risultati significativamente inferiori i livelli di colesterolemia totale, mentre non è stata osservata una differenza significativa per il compenso metabolico e quello pressorio.
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