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Alcuni farmaci antidiabete possono avere effetti negativi

 

NEW YORK (Reuters Health) - Ai diabetici di tipo 2 vengono spesso prescritti farmaci aventi la funzione di aumentare la produzione di insulina, ma oggi, un nuovo studio condotto da alcuni ricercatori canadesi, si schiera a sostegno della controversa credenza che questi medicinali, chiamati sulfonil uree, aumentino la mortalità fra i diabetici.

Già da uno studio del 1970 era emerso un potenziale collegamento fra le sulfonil uree e gli eventi cardiovascolari ma, dal momento che l'ipotesi era stata confutata da altri studi, questi farmaci hanno continuato ad essere considerati un punto fermo nella terapia del diabete.

In precedenza, il Dr. Scot H. Simpson e colleghi avevano dimostrato che utilizzando la metformina, un altro farmaco antidiabete la cui azione consiste nell'aumentare la risposta all'insulina, anziché le sulfonil uree, la sopravvivenza dei pazienti aumentava.

Non era comunque ancora stato stabilito se ciò dipendesse da un effetto protettivo della metformina o da un possibile effetto avverso delle sulfonil uree.

Per approfondire la questione, il team del Dr. Simpson, della University of Alberta, Edmonton, Canada, ha analizzato i dati relativi a 5795 soggetti a cui era stato prescritto un farmaco antidiabetico per uso orale, immessi nei database dello Saskatchewan Health (sistema sanitario della provincia canadese dello Saskatchewan) fra il 1991 e il 1999.

In base a quanto pubblicato sulla rivista Canadian Medical Association Journal, ad alte dosi giornaliere di farmaci appartenenti alla famiglia delle sulfonil uree si associava un aumento del rischio di mortalità, non osservato invece con l'uso della metformina.

I ricercatori concludono affermando che i "clinici devono valutare attentamente la necessità di una terapia con sulfonil uree nei pazienti ad alto rischio di eventi cardiovascolari, soprattutto oggi che sono disponibili altre classi di farmaci antidiabetici orali".

In un commento correlato all'articolo, il Dr. David S. H. Bell, della University of Alabama, Birmingham, USA, sottolinea che nonostante le sulfonil uree continuino ad essere diffusamente impiegate nella terapia del diabete, ritiene che dovrebbero invece essere considerate di terza linea, un'opinione coerente con le linee guida recentemente pubblicate.

FONTE: Canadian Medical Association Journal, 17 gennaio 2006.

 


(Reuters Health)