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Diabete, cocktail di farmaci per il diabete 2


PARIGI. Preoccupazione tra i diabetologi di tutto il mondo. Al 18° congresso della Federazione Internazionale per il Diabete che si svolge a Parigi, gli esperti non hanno nascosto la loro apprensione per il netto aumento, negli ultimi anni, del diabete di tipo 2, il tipo più comune: ne è affetto il 90 per cento dei diabetici. E c'è di più: circa il 5 per cento della popolazione non sa di avere quantità elevate di glucosio nel sangue, col rischio di danni alle arterie, al cuore, ai reni, alla vista.

E i diabetologi riuniti a Parigi parlano di nuovi approcci alla malattia, a partire dalla prevenzione, anche perché si assiste ad un fenomeno rilevante: il diabete di tipo 2 che di solito colpisce gli adulti, si fa ora strada, sempre più, anche nella popolazione in età scolare. E pare che l'aumento della patologia tra i giovanissimi sia da accostare all'aumento dell'obesità infantile.

Tutti d'accordo al congresso: è necessario agire, in particolare, sull'alimentazione, fare comprendere alla gente la stretta relazione tra dieta sbagliata, obesità, soprattutto viscerale, e diabete. La raccomandazione? Fare attenzione ai cibi ipercalorici, dare la preferenza a verdure, legumi, olio di oliva, fare esercizio fisico, frequentare palestre e piscine. Anche una passeggiata quotidiana, a passo svelto, risulta importante. Sul versante della terapia, emergono delle novità: uno studio presentato da ricercatori inglesi ha dimostrato la validità di una combinazione di farmaci.

Lo studio parte dalla constatazione che la monoterapia con agenti tradizionali generalmente non riesce a fornire un perfetto controllo glicemico a lunga scadenza. Entro circa tre anni, almeno la metà dei pazienti necessita dell'introduzione di un altro farmaco. Di solito, la dose dei singoli antidiabetici viene aumentata, nel tempo, fino alla dose massima raccomandata, prima di aggiungere un secondo agente terapeutico. La nostra ricerca - spiega il professore Rury Holmanl dell'università di Oxford - dimostra invece l'importanza dell'utilizzo precoce della terapia di combinazione con l'aggiunta di un tiazolidinedione come il rosiglitazone. Abbiamo ottenuto i risultati attesi, diminuendo la resistenza all'insulina e migliorando la funzionalità delle cellule del pancreas deputate alla produzione di insulina.

 

CARMELO NICOLOSI

da: "Giornale di Sicilia" del 30.08.03