Pur senza modificare le linee guida per la gestione dell'iperglicemia nel diabete di tipo 2, L'American Diabetes Association e la European Association for the Study of Diabetes hanno raccomandato cautela nell'uso dei tiazolidinedioni.
Tale raccomandazione segue alcune segnalazioni sull'aumento del rischio di infarto e ritenzione di liquidi con conseguente scompenso cardiaco congestizio con l'uso di questi farmaci.
I dati comunque non sono tanto allarmanti da richiedere la rimozione di questi farmaci dal novero delle opzioni di seconda linea per il diabete, in quanto peraltro essi causano ipoglicemia meno frequentemente di altri, ma alla luce di essi vanno prese in considerazione anche alternative come le sulfaniluree o l'insulina.
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