Secondo uno studio giapponese, pubblicato su Annals of Internal Medicine di aprile, il consumo di tè verde (contenente caffeina) e caffé potrebbe proteggere donne e uomini sovrappeso dal diabete di tipo 2.
Lo studio ha interessato un totale di 17413 persone (6727 uomini e 10686 donne), dai 40 ai 65 anni di età senza storia di diabete 2, patologie cardiovascolari e tumori, che sono stati seguiti per 5 anni tramite questionari periodici sul consumo di tè e caffè.
Nei 5 anni di follow-up sono stati registrati 444 casi di diabete 2 (231 uomini e 213 donne, rispettivamente il 3,4 ed il 2 per cento del campione).
Chi dichiarava di consumare mediamente sei o più tazze di tè verde al giorno aveva il 33% in meno di possibilità di sviluppare il diabete di tipo 2, rispetto a chi non ne beveva.
Chi dichiarava il consumo di almeno tre tazze di caffé al giorno aveva il 42% di possibilità in meno di sviluppare la malattia.
Al contrario pare che i te neri o oolong non abbiano un'azione protettiva nei confronti del diabete di tipo 2.
L'effetto preventivo sembrerebbe pero' riguardare prevalentemente le donne e gli uomini sovrappeso; questi ultimi sono soggetti ad alto rischio di insulino-resistenza, una condizione che predispone al diabete.
Il risultato degli studi compiuti in Giappone rispecchiano quelli ottenuti su popolazioni europee e statunitensi.
In questo caso le ricerche avevano mostrato che chi beveva sette o più tazze di caffé al giorno presentava una possibilità dal 29 al 52% inferiore di sviluppare il diabete, se paragonato a chi ne consumava meno o non ne consumava del tutto.
I meccanismi alla base di questo fenomeno sono probabilmente l’aumento del metabolismo basale, la stimolazione dell’ossidazione dei grassi e la mobilizzazione del glicogeno nei tessuti muscolari, l’incremento della lipolisi nei tessuti periferici.
Sostanze ossidanti come l’epigallocatechina del tè e l’acido clorogenico del caffè intervengono inoltre in modo benefico sul metabolismo del glucosio.
I ricercatori associano i risultati alla caffeina, dato che caffé e tè verde sono le bevande che in Giappone ne forniscono la maggiore quantità.
Ulteriori studi clinici devono confermare l'effettiva capacità di prevenzione di queste bevande.
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