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Fascetta al silicone per combattere l'obesità

 

Successo italiano.
Il Bendaggio gastrico regolabile è ormai considerato l'intervento di prima scelta per i casi di obesità patologica.

Consacrato al Congresso della Società americana di chirurgia dell'obesità. Messa a punto nel 1993 dall'équipe di Franco Favretti, dell'ospedale regionale di Vicenza, oggi questa tecnica può vantare un follow up di altissimo livello: «Come dimostrano i nostri studi, il rischio di mortalità per i pazienti sottoposti al Bendaggio si riduce addirittura del 60 per cento rispetto a pazienti con le stesse caratteristiche, non trattati», spiega Favretti, direttore del Dipartimento di Chirurgia.

Un guru negli Stati Uniti, dove il problema obesità è diventato emergenza: il 30,6 per cento della popolazione «ammalato» di chili di troppo, attesa di vita ridotta minimo di cinque anni, diabete e malattie cardiovascolari spesso associate, bambini senza controllo.

Con perfino la filmografia corsa ai ripari con star over size per serial che abbinano ciccia a simpatia: l'attrice Kristie Alley (protagonista di «Senti chi parla») ne è un esempio. Diventata troppo over, è calata 20 chili per ritornare «semplicemente» giunonica.

Ma se gli americani piangono, il mondo in generale non ride: un miliardo gli obesi, 800 milioni i denutriti. La chirurgia è spesso l'unica soluzione che resta, soprattutto quando si arriva a «ingrassare» anche senza mangiare. O quando occorre la gru per spostare il poveretto dalla sua abitazione all'ospedale. Perfino i tavoli operatori sono diventati a «due piazze» nelle chirurgie specializzate. E attenzione non si tratta di estetica, ma di veri interventi salvavita.

Italia in prima linea.
I nostri esperti accolti con tutti gli onori a tutti i congressi internazionali.
Bypass gastrico (effetti collaterali post-bisturi che toccano il 17 per cento), palloncino, pace-maker nella parete dello stomaco e l'ormai consacrato Bendaggio (effetti post-chirurgici limitati a circa il 2 per cento).

RISULTATI - «Si tratta di un risultato estremamente importante, a cui siamo arrivati con studi clinici rigorosissimi (i pazienti sono stati seguiti negli anni da epidemiologi dei maggiori centri italiani), e che risponde in pieno a quella che è sempre stata la nostra filosofia nel trattamento dell'obesità: non solo salvaguardare la salute del paziente nell'immediato, ma anche migliorarne l'aspettativa e la qualità di vita».
L'intervento chirurgico di Bendaggio gastrico regolabile trova indicazione per gli obesi patologici (pazienti che superano di quaranta chili e oltre il proprio peso ideale): «Si tratta di casi per cui non esistono altre terapie efficaci — spiega Favretti —.

Trattamenti farmacologici e diete, infatti, che in un primo momento possono anche sortire risultati in apparenza positivi, a lungo andare tendono a portare il paziente a continue oscillazione di peso (il classico effetto yo-yo), estremamente dannose per la salute». La metodica, totalmente reversibile (altro aspetto vincente), consiste nell'applicazione, per via laparoscopica, di una protesi (un cravattino) in silicone attorno alla parte più alta dello stomaco. Cravattino regolabile a seconda delle esigenze. «Le ridotte dimensioni di questa "tasca gastrica" determinano un precoce senso di sazietà che perdura a lungo, consentendo un ridotto apporto calorico — spiega ancora Favretti —.
I vantaggi della tecnica laparoscopica (cinque fori di pochi centimetri, attraverso i quali si introducono nell'addome la telecamera e gli strumenti chirurgici, ndr) si manifestano in termini di riduzione di complicanze e dolori post-operatori, abbreviazione del tempo di degenza e precoce ripresa dell'attività lavorativa e di relazione».

REVERSIBILE - Riduzione del peso, dopo 5 anni, del 39,9 per cento. Inferiore di quella che si ottiene, dopo un periodo analogo, con il bypass gastrico ma sufficiente e soprattutto grazie a un metodo reversibile. Soltanto in una piccola percentuale di casi, il Bendaggio, sia pure eseguito alla perfezione, non sortisce i risultati sperati. «Succede con quei pazienti che, purtroppo, non riescono ad adeguarsi alla nuova situazione e presentano un atteggiamento poco collaborativo (per esempio, non si sottopongono alle piccole restrizioni dietetiche che la metodica comporta) — conclude Favretti —.
In tali situazioni il ricorso ad un intervento chirurgico più complesso ed invasivo ("over treatment") diventa indispensabile». Il bypass appunto.

A Vicenza per chi vuole informazioni e soprattutto per i pazienti dopo l'intervento è stato anche istituito un numero verde: 800.560.560.

 

di Mario Pappagallo
Da Supplemento Salute di Corriere.it

10 giugno 2007

 

 

 

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