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Una molecola può ridurre il rischio diabete

 

ROMA – Rivoluzione nel pianeta diabete. Dimostrato che quando esso compare con i suoi sintomi, ha già 10-15 anni di vita (pre-diabete). Durante quegli anni, il tarlo rode, procede, già provoca i primi danni a livello di cuore, vasi sanguigni e danneggia, poco per volta, le celllule del pancreas che producono l’insulina rendendo, poi, problematica la terapia della malattia.

LO STOP
– Uno studio (Dream), appena pubblicato su Lancet, ha dimostrato che una molecola, Rosiglitazone (non nome commerciale) , è capace di ridurre del 60 per cento il rischio che il diabete compaia. “Per la prima volta, siamo riusciti – ha detto il prof. Agostino Consoli (università Chieti) – a modificare la storia naturale della malattia. Lo stop alla sua progressione è nelle nostre possibilità odierne”.
Il pancreas ringrazia poiché le sue cellule che producono insulina non subiscono più il degrado addebitabile alla genetica ed alle altre componenti negative. Altrettanto cuore, arterie e vene.

DIABETE – Com’è noto, è malattia cronica caratterizzata da un aumento della glicemia e da alterazioni del metabolismo che comportano, nel tempo, lo sviluppo di complicanze, specie cardiovascolari, renali, oculari, cerebrali. Il diabete si suddivide in una forma giovanile (tipo 1) nella quale il pancreas non produce più insulina e quella dell’età matura che deriva dalla resistenza che l’organismo sviluppa nei riguardi dell’insulina che viene anche prodotta in misura non sufficiente.
Diabetici sono, attualmente, 2 milioni e mezzo gli italiani ma altrettanti, pur essendo diabetici, non lo sanno e non si curano. Un caso su 200 si presenta in età inferiore ai 30 anni.
Le cause sono genetiche, alimentazione abbondante, troppo dolce e grassa, poca attività fisica e, per conseguenza, aumento di peso corporeo. La resistenza all’azione dell’insulina, è legata a cause genetiche ed all’accumulo di tessuto adiposo (sentinella d’allarme sia il giro-vita).

TERAPIA – Classi di antidiabetici orali sono disponibili per la prescrizione medica (essenziale): metformina (consente migliore funzione insulinica e riduzione del glucosio prodotto dal fegato) e rosiglitazone (migliore azione).
“Ma un’alimentazione corretta (la dieta mediterranea povera del meridione d’Italia – ha detto il prof. Carlo Rotella dell’università di Firenze – è l’unica soluzione ragionevole e scienficamente provata) e i farmaci da soli, non sono sufficienti a controllare pre-diabete e diabete”.

MOVIMENTO – “E’ indispensabile – ha dimostrato il prof. Maurizio Di Mauro (università di Catania) – l’esercizio fisico costante: 150 minuti alla settimana di camminata a passo svelto, bici, nuoto, corsetta da suddividere 3-4 volte la settimana (30-45 minuti) o nei 7 giorni”.

 

 


di Nicola Simonetti
Tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 27-10-2006.

15 novembre 2006

 

 

 

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