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L'insulina si può anche inalare rivoluzione per i diabetici Usa


ROMA -
( 29 gennaio 2006 ) Non più solo siringhe, per chi soffre di diabete. L'insulina da oggi può anche essere inalata in gola ed entrare in circolo nel sangue attraverso la mucosa dei polmoni. Una nuova formula di somministrazione (annunciata da anni e attesa da decine di milioni di diabetici) è stata messa in commercio negli Usa. La Food and Drug Administration (Fda), l'autorità che controlla farmaci e dispositivi medici oltreoceano, ha dato ieri luce verde ad Exubera, insulina in polvere da inalare prodotta dalla Pfizer. L'iter burocratico per portare l'inalatore, grande quanto una scatola per occhiali, anche in Europa è già partito e la diffusione nelle farmacie italiane è attesa per maggio, se non ci saranno intoppi.

Exubera non sostituirà del tutto le siringhe, per ora. Può essere usata sia dai diabetici di tipo 1 che di tipo 2 (ammalatisi in età adulta), ma è in grado di somministrare solo insulina a effetto rapido, mentre molti pazienti hanno bisogno di una combinazione di insulina "rapida" subito prima dei pasti e "lenta", che agisca durante tutto il giorno o la notte.

La Fda raccomanda di tenere sotto controllo i fastidi alla gola che Exubera produce: tosse, una leggera riduzione della capacità polmonare e raucedine. Niente di preoccupante, ma l'autorità americana ha deciso per precauzione di vietarla a fumatori e asmatici. Nonostante questa limitazione, la Pfizer può contare su un bacino di utenti immenso: solo negli Usa le persone che hanno ricevuto una diagnosi di diabete sono 13 milioni e l'incasso previsto nel primo anno di vendite è di un miliardo di dollari.

L'insulina inalabile non aggiunge niente alla cura, dal punto di vista strettamente medico. Ma migliora la qualità della vita di chi non sopporta le iniezioni per una o più volte al giorno, soprattutto i diabetici che si sono ammalati in età adulta. A essere colpiti dal diabete di tipo 2 (adulto) sono il 90% dei 3 milioni di pazienti italiani; numero in continua crescita per via dell'aumento dell'obesità. Solo nell'ultimo quarto di secolo la malattia ha triplicato la sua diffusione nei paesi ricchi.

In alternativa alle siringhe varie case farmaceutiche avevano escogitato penne e pompe per iniettare l'insulina nel sangue. Dal 1991 è in sperimentazione una tecnica di trapianto delle cellule del pancreas per rimpiazzare quelle inefficienti dei diabetici. Ma i donatori scarseggiano (in Italia vengono effettuati circa 200 interventi l'anno) e dopo l'intervento c'è bisogno di una terapia antirigetto. Nel settembre 2005 per la prima volta un'italiana ha ricevuto il trapianto di un cocktail di cellule del pancreas e di staminali del midollo osseo per ridurre il pericolo di rigetto. Ma la tecnica, messa a punto a Miami dall'italiano Camillo Ricordi, è lontana dal diventare pratica quotidiana.

 


 


di ELENA DUSI

 

http://www.repubblica.it/2006/a/sezioni/scienza_e_tecnologia/insulinaspray/ insulinaspray/insulinaspray.html