I pazienti "tipo 1” torneranno a produrre insulina. Grazie all'ingegneria genetica e alle staminali.
Ogni anno in Italia 5 bambini o adolescenti ogni 100mila si ammalano di diabete di tipo I, con un esordio della malattia sempre più precoce: sono oltre 20mila i pazienti colpiti da diabete "giovanile" o "insulinodipendente", che necessitano per tutta la vita di un trattamento sostitutivo a base di insulina, e che potranno in tempi ragionevolmente brevi fruire di un intervento risolutivo.
Per il trattamento del diabete di tipo I, è stato ribadito a Cagliari al Congresso della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica, l'insulina è solo una parte della terapia globale che include anche una corretta alimentazione ed una regolare attività fisica. Anche se la secrezione fisiologica di insulina non può essere eguagliata da alcuna terapia, oggi abbiamo una serie di preparati insulinici e strumenti di somministrazione che consentono di avvicinarsi il più possibile alla normale situazione dell'organismo. Ciononostante. è difficile ottenere un risultato a lungo termine privo di complicanze di tipo vascolare, in particolare a carico del rene, del sistema nervoso e dell'apparato visivo.
Da ciò, la ricerca di tecniche, tese a garantire al pancreas distrutto dal processo autoimmune la possibilità di essere sostituito da un tessuto in grado di produrre in maniera costante nel tempo una adeguata quantità di insulina. Si è tentato di proporre trapianti di isole pancreatiche, pancreas artificiale e, recentemente, anche in questo settore, sono stati avviati studi, ormai arrivati alla fase di applicazione nell'uomo, di rigenerazione delle cellule pancreatiche mediante vari tipi di staminali.
Mehboob Hussain, del Johns Hopkins MedicaI Institut di New York, da anni ha. sviluppato ricerche su cellule staminali sia pancreatiche (del fegato, del midollo osseo), in grado di trasformarsi dopo stimoli opportuni in produttrici di insulina e sintetizzare una quantità di ormone capace di guarire il diabete in animali da esperimento. Hussain ha riferito dei suoi studi sulle staminali sia di tessuti adulti che embrionarie, in particolare delle gonadi. che possiedono una capacità di trasformarsi in cellule in grado di produrre una quantità adeguata di insulina per periodi significativi, e su un tipo particolare di cellule gastriche che, trasformate con tecniche di ingegneria genetica in produttrici di insulina e iniettate nel soggetto, possono vicariare le isole pancreatiche distrutte dal diabete.
L'applicazione di tali ricerche è già stata avviata nell'uomo: da alcuni mesi diversi pazienti, tra cui una giovane italiana in terapia da anni con insulina, dopo un trapianto di cellule staminali ha potuto sospendere del tutto il trattamento sostitutivo, con una normalizzazione del controllo glicemico.
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