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Asl, progetto per migliorare il percorso dei diabetici

 

CHIETI. La collaborazione tra ospedale e medici di medicina generale renderà più efficienti i percorsi di cura, snellirà le liste di attesa e ridurrà la necessità di rivolgersi ai Servizi ospedalieri

L’obiettivo è quello di ottimizzare la cura del diabete e prevenirne le complicanze, nonché di migliorare il percorso assistenziale, riducendo le liste di attesa. La malattia interessa il 5% della popolazione. Sono circa diecimila i pazienti diabetici che si rivolgono ogni anno alle strutture della Asl di Chieti.

Il progetto – che prenderà avvio dal prossimo 1 gennaio e avrà durata triennale – è stato presentato dall’Azienda in occasione della Giornata mondiale del diabete, che si celebra oggi.

«Si tratta – sottolinea il direttore generale della Asl di Chieti, l’ingegner Mario Maresca – di una delle patologie che richiedono un controllo costante e risposte cicliche certe da parte del sistema sanitario. Occorre, dunque, programmare le azioni per garantire la qualità del servizio offerto e per fare in modo che i pazienti, per i quali non è richiesta una particolare complessità di intervento, siano curati il più possibile vicino casa e si affidino al loro medico, senza continui pellegrinaggi in ospedale. L’organizzazione informatizzata consentirà di verificare in ogni momento la situazione dei paziente, lo guiderà in tutti i suoi percorsi clinici, dandogli la necessaria serenità».
L’ingegner Maresca ha sottolineato l’importanza strategica del rapporto con i medici di medicina generale, «il cui contributo – ha detto – è fondamentale per una corretta integrazione tra ospedale e assistenza sul territorio».

Il progetto prevede, tra l'altro, il collegamento telematico tra ospedale e medici di medicina generale. Ciò consentirà di comunicare in tempo reale le notizie riguardanti i pazienti, con notevole risparmio di tempo per i cittadini e per gli operatori sanitari. Il medico generalista e lo specialista, attraverso la condivisione di linguaggi, linee guida e con un confronto diretto, potranno curare in perfetta sinergia – ciascuno per le proprie competenze – la popolazione diabetica. In particolare, il medico di medicina generale potrà riappropriarsi di quella quota di pazienti diabetici che non evidenziano particolari complicanze e che siano in buon controllo metabolico. Il paziente affetto da diabete di tipo 2 (non insulino-dipendente, prevalentemente in sovrappeso) sarà inviato ai Servizi di Diabetologia della Asl qualora dovessero insorgere eventuali difficoltà di gestione.

Tali Servizi si occuperanno, infatti, prevalentemente di pazienti con complicanze del diabete non in fase stabile, di soggetti in terapia insulinica, dei pazienti in terapia con antidiabetici orali nei quali non si riesca a raggiungere un compenso metabolico soddisfacente e delle pazienti affette da diabete gestazionale.

Grazie al progetto saranno attivate azioni per favorire la diagnosi precoce della malattia diabetica. Significativi in tal senso sono stati i risultati ottenuti domenica scorsa a Chieti, Guardiagrele e Ortona, dove medici e infermieri della Asl hanno misurato la glicemia e sottoposto un questionario per valutare il rischio di contrarre la malattia a 200 persone (120 a Chieti, 80 ad Ortona). Grazie a tali iniziative, due cittadini hanno scoperto di avere il diabete ed altri dieci dovranno essere rivalutati.

 

 


tratto da PrimaDaNoi.it

15 novembre 2006

 

 

 

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