Su Diabetes Care di febbraio si torna a discutere del ruolo del diabete quale fattore di rischio di cardiopatia ischemica (CHD, coronary heart disease).
La Dott.ssa Barbara V. Howard e i suoi colleghi (Washington, DC, USA) affermano che il diabete potrebbe essere considerato come un equivalente di rischio di CHD solo nei soggetti con fattori di rischio multipli.
Tale conclusione deriva da un’analisi sull’influenza dei fattori di rischio, singoli e associati, sull’incidenza cumulativa a 10 anni di cardiopatia ischemica fatale e non, nell’ambito dello Strong Heart Study (uno studio americano con la coorte più numerosa di soggetti diabetici in follow-up clinico).
La presenza del diabete ha aumentato il rischio di CHD in entrambi i sessi.
L’incidenza cumulativa di CHD a 10 anni, nei diabetici, è tuttavia risultata del 25,9% negli uomini e del 19,1% nelle donne, rispetto al 57,4% e al 58,4% dei soggetti non diabetici con precedenti cardiovascolari.
Solo nei diabetici con sette o più fattori di rischio cardiovascolari è stato osservato un rischio di CHD a 10 anni simile a quello dei soggetti non diabetici con precedenti cardiovascolari (>40%), mentre nei diabetici con uno o due fattori di rischio l’incidenza cumulativa di CHD è risultata maggiore solo di 1,4 volte, rispetto ai controlli non diabetici (14%).
Gli autori sottolineano pertanto l’importanza di considerare il profilo dei fattori di rischio in modo globale, piuttosto che la sola presenza del diabete.
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