Secondo uno studio statunitense negli ultimi tre decenni non si sono osservati cambiamenti per quanto riguarda alcune gravi complicanze del diabete tipo 1, come le patologie cardiache e i danni alla retina.
L'autrice principale dello studio, Georgia Pambianco in un comunicato ha dichiarato: "Il diabete di tipo 1 è stato a lungo considerato un problema riguardante i piccoli vasi, pertanto, tradizionalmente, i medici non prendevano in considerazione le potenziali complicanze a carico dei grandi vasi, come le patologie cardiovascolari".
"I nostri studi indicano tuttavia che pazienti e medici dovrebbero prestare più attenzione ai fattori che influiscono sui grandi vasi, quali i lipidi e la pressione sanguigna".
I risultati si basano sull'analisi dei dati dei 901 partecipanti allo studio Pittsburgh Epidemiology of Childhood-Onset Diabetes Complications, comprendenti informazioni su pazienti con diagnosi di diabete di tipo 1 formulata fra il 1950 e il 1980.
Nell'articolo pubblicato nel numero di maggio della rivista medica Diabetes, si legge che i tassi di incidenza di decesso prematuro, insufficienza renale e danni nervosi sono calati sensibilmente durante il periodo preso in esame dallo studio, infatti per i pazienti con diagnosi di diabete formulata negli anni cinquanta sussisteva un tasso di mortalità cinque volte più alto rispetto a quelli ai quali il diabete era stato diagnosticato negli anni settanta.
Ma non sono stati osservati cambiamenti significativi nell'incidenza dei danni alla retina e dell'insufficienza renale. I tassi di incidenza delle patologie coronariche, una complicanza relativamente meno frequente rispetto alle altre, analogamente a quanto sopra, si sono mantenuti stabili durante il periodo dello studio.
Secondo la D.ssa Pambianco le linee guida per il trattamento del diabete di tipo 1 spesso si basano sulle informazioni note per la terapia del diabete di tipo 2, ma che i risultati ottenuti rafforzano invece la convinzione che si tratti di patologie ben distinte, ciascuna caratterizzata da complicanze specifiche.
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