Misurando i cambiamenti nell’ossigenazione dell’epidermide del piede è possibile prevedere lo sviluppo di ulcere nel piede diabetico e consentire un trattamento precoce della patologia, evitando l’insorgenza di gravi complicazioni e la necessità dell’amputazione. Lo dice una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista Lancet.
Le ulcerazioni del piede sono una delle complicanze più diffuse del diabete e causano più di 80.000 amputazioni all' anno solo negli Stati Uniti.
“Circa un paziente diabetico su 40 sviluppa ulcere al piede ogni anno e più del 15 per cento di questi pazienti deve essere sottoposto ad un’amputazione”, spiega Aristidis Veves, direttore del Joslin-Beth Israel Deaconess Foot Center and Microcirculation Laboratory e professore associato di Chirurgia alla Harvard Medical School. “Sfortunatamente, per giunta, l’amputazione è spesso l’inizio di un rapido peggioramento dal quale il paziente non si riprende più”.
La radice del problema è una condizione nota come neuropatia periferica, che si sviluppa quando livelli incontrollati di zucchero nel sangue danneggiano i nervi delle gambe e dei piedi, causando una brusca diminuzione della sensibilità.
“Come risultato”, spiega Veves, "anche una piccola ferita, una vescica o un callo, non più avvertite dal paziente, possono diventare ferite croniche che non riescono a guarire, e se infettate sviluppano cancrena”.
Consapevoli che i cambiamenti nella microcircolazione del piede diabetico giocano un ruolo determinante nello sviluppo di ulcere, i ricercatori del Joslin-Beth Israel Deaconess Foot Center and Microcirculation Laboratory, utilizzando una tecnologia di nuova generazione nota come "medical hyperspectral imaging" hanno analizzato 108 pazienti (21 sani, 36 diabetici non affetti da neuropatia e 51 diabetici affetti da neuropatia).
Sono stati registrati significativi cambiamenti nell’epidermide dei pazienti diabetici che possono essere individuati prima dello sviluppo di ulcere: “I nostri risultati indicano che la quantità di ossigeno disponibile nell’epidermide diminuisce progressivamente nei diabetici, fino a crollare nei casi di neuropatia. Anche le riserve d’energia dei muscoli diminuiscono significativamente in presenza di diabete, suggerendo un ruolo decisivo della microcircolazione nello sviluppo del piede diabetico.
“I problemi ai piedi sono la più diffusa causa di ospedalizzazione tra i pazienti diabetici”, conclude Veves, “ma sono anche la più prevedibile. Se il piede diabetico viene diagnosticato precocemente, i trattamenti che possono essere messi in atto hanno effetti decisivi sull’esito della patologia”.
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