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Emergenza diabete e 118. Cabras (FDG): subito un incontro con il Ministero PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Gennaio 2018 01:56

Nei giorni scorsi i giornali hanno dato ampio spazio all’ennesimo caso di mala sanità che ha avuto per protagonista un ragazzo di 13 anni, Alessandro Farina, deceduto il 27 dicembre all’ospedale Ruggi di Salerno per coma diabetico . In un primo momento il personale medico aveva prescritto il cortisone diagnosticando una forma allergica ma, quando ormai il picco di glicemia aveva raggiunto 1200 si è capito che il giovane, in realtà,  soffriva di diabete mellito.

In questo momento ci sentiamo soltanto di stringerci ai familiari di Alessandro – ha commentato Antonio Cabras, Presidente della Federazione Diabete Giovanile - ma non possiamo certo sottovalutare la negligenza o l’imperizia da parte dei medici che lo hanno assistito.”

La SIEDP (Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica) ha lanciato il suo allarme presentando alcuni dati: uno studio recentemente pubblicato su Journal of Diabetes Research, ha evidenziato come, nel nostro Paese, negli anni 2012 e 2013  si sono registrati ben 945 casi di chetoacidosi moderata/severa su 2.453 esordi, pari al 38,5%. Ancora più impressionante è il numero di chetoacidosi in bambini di età prescolare: 445 casi su 668 esordi, pari al 72%. Considerando solo i casi di chetoacidosi grave, cioè con pH <7,1, si sono registrati 253 casi (10,3%) nel gruppo 0-18 anni nel suo complesso, e 103 casi nei bambini in età prescolare (16,6%).

“La magistratura appurerà eventuali responsabilità ma, nel frattempo, abbiamo richiesto un urgente incontro con il Ministero della Salute per definire un programma di linee guida per gestire  l’emergenza-urgenza del bambino e del giovane con diabete in situazione di chetoacidosi e/o ipoglicemia in fase acuta, in sede ospedaliera di pronto soccorso e nel proprio domicilio. La gestione di una malattia subdola, come il diabete – ha sottolineato Cabras – richiede competenze specifiche perché un approccio sbagliato può portare danni gravissimi fino, come purtroppo è accaduto al povero Alessandro, al decesso.”

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